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13.06.2022 - 09:450

La Posta, il partito comunista contro Levrat: “Cambia casacca per smantellare il servizio pubblico?”

Attacco frontale all’ex sindacalista e presidente del PSS dopo la sua proposta di abolire l’uso dei contanti agli sportelli postali: “Basta con le politiche risparmiste e privatizzatrici che danneggiano i cittadini, ripristiniamo la regia federale”

BERNA - “Prima smantellano le regie federali e aboliscono lo statuto di funzionario peggiorando le condizioni di lavoro. Poi chiudono sistematicamente gli uffici postali. Dopodiché accollano ai cittadini, nel frattempo sono diventati ‘clienti’, persino il compito di stampare le cedole di versamento. E ora, una volta promosso a presidente del Consiglio d'Amministrazione della Posta colui che fino ieri faceva il sindacalista e presidente del Partito Socialista Svizzero, propone di vietare l'uso dei contanti agli sportelli postali”. 

È l’incipit del comunicato stampa di oggi nel quale il partito comunista attacca frontalmente Christian Levrat, che intende addirittura mettere in discussione il ruolo della Posta nella gestione dei servizi di base come il traffico dei pagamenti, riferendosi ad un "rapporto molto emotivo con il denaro" che avrebbe la Svizzera. “Altro che emotività! – sbotta il PC -  Questa è una presa per i fondelli dei cittadini, lavoratori e pensionati di questo Paese che vogliono solo un servizio pubblico postale universale come era ai tempi delle regie federali e che invece si devono sorbire un servizio sempre peggiore, e certo non a causa dei postini e dei buralisti le cui condizioni di lavoro sono sempre più precarie”.

 Per i comunisti, simili discussioni sarebbero inutili e dannose per il futuro del servizio pubblico, anzi, servirebbero solo a smantellarlo. “Nel Gran Consiglio ticinese giace nei cassetti da qualche anno un’iniziativa cantonale promossa dal deputato Massimiliano Ay che chiede di portare all'attenzione di Berna il ripristino della regia federale della Posta. Rivendichiamo la fine di queste politiche risparmiste e privatizzatrici che danneggiano i cittadini, soprattutto le fasce più anziane e abitanti in periferia”.

 

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