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02.08.2022 - 12:230

Il saluto amaro di Giovanna Viscardi: "Disillusa dalla politica e dal PLR"

La Gran Consigliera alla scadenza della legislatura lascerà e il Parlamento e nel 2024 il Consiglio Comunale di Lugano

LUGANO - Giovanni Viscardi lascerà la politica cantonale allo scadere della legislatura il prossimo aprile. La Gran Consigliera PLR ha infatti deciso di non sollecitare una deroga al suo partito, passaggio necessario per una ricandidatura in quanto ha già trascorso in Parlamento quattro legislature, il tetto massimo stabilito dagli statuti liberali radicali. E nel 2024 lascerà anche il Consiglio Comunale di Lugano, dopo cinque quadrienni nel legislativo della Città.

In una lunga intervista alla Regione, Viscardi ha parlato del suo addio alle cariche nei legislativi, non mancando di togliersi qualche sassolino dalla scarpa rispetto al PLR. Ma ci arriviamo. Prima di tutto il dispiacere di lasciare, che c’è, eccome “Certamente”, risponde Viscardi. “Ho 46 anni, tra Gc e Cc sono attiva in politica dal 2004: quasi metà della vita. La passione e il desiderio di partecipare alla vita pubblica scorrono nelle mie vene, e non verranno meno, ma non militerò più nei legislativi cantonale e comunale, anche se prima o poi risbucherò (ride, ndr)”.

Viscardi si dice “disillusa” verso la politica e verso il suo partito. “Continuo a pensare - afferma - che fare politica significhi mettere se stessi in secondo piano, per cercare di rispondere ai bisogni reali delle persone. Purtroppo non tutti hanno il mio stesso approccio e quindi talvolta la politica scade in discorsi incentrati su interessi privati, personali o di gruppi ristretti”.

Quanto al PLR, aggiunge nell’intervista con il quotidiano bellinzonese, “io mi riconosco pienamente nell’ideologia liberale-radicale, ma talvolta mi chiedo quanto ancora ci si riconosca il partito. E poi, mi domando: cosa ci distingue, oggi, dagli altri partiti? Abbiamo ancora un’identità? Temo purtroppo di no. Una volta avevamo un approccio ai problemi e una propositività che andavano in tutte le direzioni, sempre tenendo conto che un cantone economicamente forte non può esistere senza una socialità che vada di pari passo e viceversa. Si cercavano soluzioni a lungo termine, per una larga fetta di popolazione, non per gruppi limitati”.

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