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13.01.2023 - 14:180

"Educazione sessuale a scuola, a che punto siamo? Il recente caso emerso fa pensare a lacune"

Deputati di diversi partiti, con primo firmatario Matteo Buzzi, interrogano il Governo in merito a come viene insegnata la materia, a come sono formati i docenti, al budget , ai controlli quantitativi e qualitativi

BELLINZONA - La vicenda del direttore delle medie del Luganese accusato di aver molestato almeno due allieve aveva aperto una serie di domande, inquietanti peraltro, sull'educazione sessuale a scuola.

L'uomo, infatti, pur essendo docente di latino aveva integrato nei suoi corsi una parte relativa all'educazione sessuale, che aveva scatenato non poche discussioni. A non piacere ai genitori era stata la modalità comunicativa scelta, ovvero una chat dove i ragazzi potevano lasciare domande.

Il DECS aveva precisato di non aver mai ricevuto segnalazioni in merito a quanto accaduto, nonostante gli allievi sostenessero che fosse una sorta di segreto di Pulcinella e che erano stati denunciati diversi episodi. 

Il docente è in carcere da mesi e per lui sono stati proposti trentasei mesi, di cui sei da scontare.

Ma a livello di educazione sessuale, la scuola sta facendo qualcosa? Lo chiedono in una interrogazione, partendo da questa vicenda e al contempo astraendo da essa, Matteo Buzzi, Samantha Bourgoin, Claudia Crivelli-Barella, Andrea Stephani, Marco Noi, Nicola Pini, Lea Ferrari, Danilo Forini, Stefano Tonini, Tamara Merlo. Si tratta quindi di un atto parlamentare interpartitico, con Verdi, Più Donne, PS, PLR e Lega.

Lunga è l'introduzione, che ripercorre il senso dell'educazione sessuale e sottolinea come le linee guida in Ticino non siano ancora ritenute sufficienti dal DECS, che già nel 2020 diceva di voler “migliorare l’implementazione dell’educazione sessuale nelle scuole mettendo a disposizione ulteriori strumenti per supportare corpo docente e famiglie in questo compito educativo che coinvolge tutti”. Ma nonostante varie implementazioni e modifiche, non si è soddisfatti.

"Si ritiene inoltre importante evidenziare che il Consiglio nazionale, nella sua seduta dello scorso 29 settembre 2022, ha accettato il postulato “Analisi degli standard relativi all'educazione sessuale nelle scuole in Svizzera”. Il Canton Ticino sarà dunque chiamato a rispondere sull’attuazione dell’educazione sessuale a scuola e su come si adopera per garantire il rispetto degli standard nazionali. Il caso recentemente emerso ci fa presupporre che siano presenti delle lacune in materia", specificano i deputati, che chiedono:

" 1. Com'è attuata l'educazione sessuale in Canton Ticino da un punto di vista sia quantitativo che qualitativo nei diversi ordini scolastici?

2. Come viene formato il corpo insegnante per occuparsi dell'educazione sessuale a scuola nella formazione iniziale? Quante ore sono previste? Sono obbligatorie? Nella formazione continua cosa viene proposto? Si tratta di corsi obbligatori?

3. Quali sono le misure proposte al corpo insegnante per adempiere ai loro compiti in materia di educazione sessuale? Quali aiuti concreti sono a disposizione per dare loro sostegno in questo compito (ad esempio: materiali, coinvolgimento degli enti specialistici esterni per l'educazione sessuale)?

4. La strategia adottata a seguito dello scioglimento del GLES II prevede di rafforzare il ruolo degli enti specialistici esterni (ad esempio, i Consultori di salute sessuale dell’Ente ospedaliero cantonale) per sostenere il corpo insegnante nel loro ruolo, come avviene in altri Cantoni in Svizzera? Quali enti o professionisti/e esterni/e (ad esempio, sessuologi/ghe) sono autorizzati/e ad intervenire nelle scuole per svolgere gli interventi di educazione sessuale? C'è un budget a disposizione? In caso affermativo quest’ultimo è sufficiente?

5. Qual è il sistema di controllo qualitativo e quantitativo sull’educazione sessuale fornita a scuola (ad esempio: monitoraggio del numero di interventi eseguenti da enti specialistici esterni, numero medio di ore assegnate al corpo insegnante per occuparsi dell’educazione sessuale, copertura completa dei temi da affrontare secondo gli Standard dell'OMS per l'Europa in base alle fasce d'età)?

6. Quando è previsto l'aggiornamento, la pubblicazione e l'introduzione delle nuove
raccomandazioni operative?

7. Quali risorse finanziarie sono consacrate all'educazione sessuale?

8. Il modello attuato nella Svizzera romanda ha dimostrato la sua efficacia, perché il Canton Ticino non se ne ispira (cfr. rapporto peritale relativo al postulato Regazzi 14.4115)?

9. Esiste un'offerta regolare di formazione per i genitori in materia di educazione sessuale?"

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