Un episodio mai emerso finora, risalente alla prima fase della pandemia: Zali intervenne sui vertici della sanità pubblica per un'assunzione, minacciando anche il licenziamento di un frontaliere

BELLINZONA– Non c’è pace per Claudio Zali. Il presidente del Governo ticinese è stato indagato per abuso di autorità e tentata coazione per il caso del 14enne detenuto alla Farera, figlio di una donna a lui vicina. Poi c’è la vicenda degli audio pubblicati su un canale Instagram e che vedrebbero coinvolto Zali. Il condizionale è d’obbligo perché, al momento, non esiste nessuna certezza sulla vericidità dei contenuti. Ma la RSI apre a nuove ombre sulla figura di Zali. Quello del 14enne non sarebbe l’unico caso in cui il consigliere di Stato si sia speso personalmente a favore di conoscenti. Nel 2020, in piena pandemia, Zali sarebbe intervenuto con i vertici dell’ECO per sollecitare l’assunzione di una donna.
Il 6 luglio del 2020 – scrive la RSI -, Zali avrebbe inviato dal proprio indirizzo istituzionale una mail all’allora presidente del CdA dell’EOC Paolo Sanvido con Raffaele De Rosa in copia per conoscenza. Oggetto della comunicazione: l’assunzione di una donna che aveva ottenuto il diploma da operatrice sociosanitaria dopo una riqualifica professionale. La donna – assicura RSI – sarebbe la stessa coinvolta negli audio diffusi online nei giorni scorsi, alla quale Zali suggerive di reagire con violenza nei confronti di un’altra donna.
Nella mail, Zali avrebbe spiegato di aver girato il curriculum della donna a Sanvido già l'8 giugno, ottenendo per lei un colloquio con le risorse umane dell'ente, di cui aveva ricevuto un riscontro positivo. La reazione del consigliere di Stato sarebbe però stata durissima nel momento in cui l'EOC comunicò di non avere disponibilità per l'assunzione: nella mail visionata dalla RSI, Zali avrebbe definito la situazione "non accettabile", raccontando di aver ricevuto una telefonata "in lacrime" da parte della donna.
Zali avrebbe sostenuto che la pandemia avesse creato una convergenza politica sulla necessità di assumere personale indigeno, chiedendo che l'ente sistemasse la situazione in fretta, con una proposta lavorativa già a partire dal 1° agosto 2020. Un passaggio della mail avrebbe riguardato anche il personale frontaliero: secondo quanto riportato dalla RSI, Zali avrebbe chiesto a Sanvido di licenziarne uno per liberare un posto, usando toni sferzanti nel descrivere l'organico dell'ente. Il consigliere di Stato avrebbe inoltre avvertito che, qualora la donna non fosse stata assunta e fosse finita in assistenza, la vicenda avrebbe potuto avere eco sui media, cosa "auspicabile evitare", chiedendo infine a Sanvido di risolvere la questione con un riscontro.
Secondo la ricostruzione della RSI, la donna sarebbe stata contattata dalla capo settore cure infermieristiche quattro giorni dopo, il 10 luglio, ottenendo un colloquio il 15 dello stesso mese. Le sarebbero state proposte due posizioni lavorative, ma la donna avrebbe infine scelto un impiego all'80% in una casa di riposo privata.