Il deputato UDC interpella il Governo dopo i risultati PISA 2025: in tre anni persi 22,9 punti in matematica, 24,1 in lettura e 16,5 in scienze

BELLINZONA – Più di un quindicenne ticinese su quattro non raggiunge il livello minimo di competenza considerato fondamentale nella lettura. È il dato più preoccupante emerso dallo studio PISA 2025 e ora finito al centro di un’interpellanza presentata dal deputato UDC Andrea Giudici.
Il parlamentare riconosce che la scuola ticinese continua a ottenere risultati complessivamente buoni nel confronto internazionale. Ma la tendenza registrata negli ultimi anni, sostiene, non può essere ignorata.
Nel 2025 gli allievi ticinesi hanno ottenuto 492 punti in matematica, 470 in lettura e 492 in scienze. Rispetto al 2022, il calo è stato di 22,9 punti in matematica, 24,1 in lettura e 16,5 in scienze.
A preoccupare maggiormente Giudici è l’evoluzione delle competenze nella lettura. Nel 2015 gli allievi ticinesi che non raggiungevano il livello 2 erano il 16,4%. Dieci anni più tardi la quota è salita al 27,2%.
“Non significa che questi ragazzi siano analfabeti”, precisa il deputato. Significa però che una parte sempre più consistente dei giovani non possiede le competenze considerate fondamentali per affrontare il percorso formativo, la vita professionale e la partecipazione alla società.
“È un campanello d’allarme che la politica non può ignorare”, sostiene Giudici. Anche nelle altre materie la situazione solleva interrogativi. Gli allievi sotto il livello 2 rappresentano il 24,4% in matematica e il 20,3% nelle scienze.
Il deputato riconosce che il calo delle competenze non riguarda soltanto il Ticino, ma si inserisce in una tendenza internazionale. Questo, tuttavia, “non esonera il Cantone dalla responsabilità di capire che cosa sta accadendo nelle proprie scuole e di intervenire dove necessario”.
L’interpellanza pone l’accento anche sui cambiamenti intervenuti nella composizione della popolazione scolastica. Secondo Giudici, occorre approfondire quanto incidano sui risultati la lingua parlata a casa, il background migratorio, l’età di arrivo in Svizzera, il precedente percorso scolastico e la situazione socioeconomica degli allievi.
Il parlamentare chiede inoltre al Governo se il DECS monitori la crescente eterogeneità delle classi e la concentrazione, in determinate sedi, di allievi con particolari necessità linguistiche, educative o pedagogiche.
L’obiettivo dichiarato è comprendere se le risorse investite nell’integrazione, nel sostegno linguistico e nel sostegno pedagogico abbiano prodotto miglioramenti misurabili nelle competenze. Al Consiglio di Stato viene infine chiesto di indicare quali misure immediate e verificabili intenda adottare dopo i risultati PISA 2025.
Alla luce di quanto esposto, ecco le domande sottoposte al Consiglio di Stato: