Quattro interrogazioni su BancaStato, EOC, AET e ACR. Pronzini e Sergi chiedono al Governo cifre dettagliate, nome per nome

BELLINZONA – La questione dei compensi nei Consigli di amministrazione degli enti pubblici e delle società partecipate continua ad allargarsi. Dopo le polemiche sulle remunerazioni ai vertici delle AIL e del Casinò di Lugano, il Movimento per il socialismo porta ora l’attenzione su quattro importanti realtà cantonali: BancaStato, Ente ospedaliero cantonale (EOC), Azienda elettrica ticinese (AET) e Azienda cantonale dei rifiuti (ACR).
Con quattro interrogazioni datate 8 ottobre, i deputati Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi chiedono al Consiglio di Stato di fare piena luce sulle somme versate ai membri dei rispettivi Consigli di amministrazione. Non soltanto il compenso complessivo, ma anche tutte le voci che contribuiscono a determinarlo: indennità per le sedute, partecipazione a commissioni e altri organi, rimborsi delle spese di trasferta, presenze supplementari ed eventuali mandati particolari.
Il principio è quello che sta alimentando il dibattito politico delle ultime settimane: sapere quanto costa ciascun amministratore, e non soltanto quanto viene speso complessivamente per un Consiglio di amministrazione. Perché dietro una cifra globale possono esserci differenze significative tra i singoli membri, legate alle funzioni ricoperte e agli incarichi aggiuntivi.
Le quattro interrogazioni hanno una struttura pressoché identica. Pronzini e Sergi presentano al Governo una tabella con i nomi degli amministratori e una serie di caselle da riempire, chiedendo di specificare per ciascuno l’ammontare dei versamenti e la loro composizione. Una richiesta che lascia poco spazio alle risposte generiche e punta a ottenere un quadro dettagliato, persona per persona.
Per BancaStato, i due deputati chiedono informazioni sui compensi di Michela Ferrari-Testa, Stefano Santinelli, Marco Passalia, Carlo Barbieri, Marika Codoni-Sulmoni e Marialuisa Parodi Aostalli. In questo caso compare anche una voce supplementare, particolarmente significativa: gli eventuali versamenti provenienti da Axion Bank, la banca controllata da BancaStato, per incarichi nei suoi organi societari o altre funzioni.
Per l’EOC vengono richiesti i dati relativi ad Andrea Bersani, Eolo Alberti, Claudio Bassetti, Yvonne Willems Cavalli, Carlo Croci, Raffaele De Rosa e Paolo Sanvido. Anche qui l’MPS vuole conoscere nel dettaglio le remunerazioni e gli eventuali compensi accessori, andando oltre il semplice importo complessivo destinato al Consiglio di amministrazione.
Per l’AET l’interrogazione riguarda Claudio Cereghetti, Alberto Passoni, Dino Cauzza, Fabiana Gianora, Roberta Pantani, Luca Beretta Piccoli e Roland David. Per l’ACR, invece, i nominativi indicati sono Riccardo Calastri, Luigi Canepa, Sandro Destefani, Erika Franc Benetollo e Massimiliano Robbiani.
Il messaggio politico delle quattro iniziative è chiaro: la trasparenza sulle remunerazioni non può essere invocata soltanto quando scoppia un caso mediatico. Deve riguardare anche gli enti e le aziende che operano a livello cantonale, amministrano risorse pubbliche o svolgono compiti di interesse collettivo.
Le interrogazioni arrivano infatti in un momento particolarmente sensibile. A Lugano, i compensi dei Consigli di amministrazione delle AIL e del Casinò hanno acceso una discussione che va ben oltre l’entità delle singole retribuzioni. Al centro ci sono anche i criteri con cui vengono attribuite le indennità, la possibilità di cumulare remunerazioni legate a incarichi diversi e, soprattutto, il diritto dei cittadini di conoscere quanto percepiscono coloro che siedono ai vertici di realtà legate all’ente pubblico.
Su questo terreno si è mossa anche l’UDC luganese, con una mozione di Alain Bühler e cofirmatari che chiede di introdurre nelle società partecipate dalla Città regole permanenti per la pubblicazione dei compensi individuali dei membri dei CdA e dei massimi dirigenti. L’MPS affronta ora la stessa questione sul piano cantonale, chiedendo direttamente al Governo di fornire i dati.
Le due iniziative seguono strade diverse, ma si inseriscono nello stesso confronto politico. Da una parte, la proposta di stabilire regole di trasparenza valide nel tempo per le società partecipate da Lugano; dall’altra, la richiesta di conoscere nel dettaglio quanto percepiscono gli amministratori di quattro importanti realtà cantonali.
Per il Consiglio di Stato si tratta ora di rispondere alle domande di Pronzini e Sergi, entrando nel merito delle singole voci di remunerazione. A cominciare da un aspetto che le quattro interrogazioni mettono chiaramente al centro: non soltanto quanto viene versato complessivamente ai Consigli di amministrazione, ma come quelle somme vengono distribuite tra i loro membri.