Con l’arrivo di Marchesi si riapre il dossier delle competenze in Consiglio di Stato. Sergi e Pronzini chiedono chiarezza e mettono nel mirino l’ipotesi Gobbi al Territorio

Il prossimo subingresso di Marchesi in Consiglio di Stato riaccende il confronto sulla futura attribuzione dei dipartimenti. A sollevare il tema sono i deputati MPS Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini, che in un’interpellanza chiedono al Governo di chiarire criteri, tempi e modalità della prossima ripartizione.
Nel testo, i due parlamentari ricordano come nel corso dell’attuale legislatura il Consiglio di Stato abbia già modificato più volte le competenze dei suoi membri, con spostamenti che hanno interessato in particolare la polizia, la magistratura e i dipartimenti guidati da Norman Gobbi e Claudio Zali.
Secondo l’MPS, con il 1° ottobre alle porte potrebbe aprirsi un nuovo capitolo, con l’eventuale passaggio di Gobbi al Dipartimento del Territorio.
Sergi e Pronzini non contestano il fatto che la decisione spetti al Governo, ma chiedono che il processo sia accompagnato da una maggiore trasparenza rispetto al passato. La critica riguarda soprattutto il metodo: le precedenti modifiche, ricordano i due deputati, hanno alimentato polemiche e definizioni come “arrocco” e “accrocchio”.
Da qui la richiesta di sapere non soltanto quale sarà la nuova distribuzione delle competenze, ma anche su quali criteri politici e organizzativi verrà costruita.
Domande al Consiglio di Stato
1. Quali criteri intende adottare nell’attribuzione dei dipartimenti a seguito del subingresso del consigliere Marchesi?
2. Sono già in corso discussioni all’interno del Governo sulla nuova attribuzione dei dipartimenti? In caso affermativo, su quali ipotesi e sulla base di quali criteri?
3. Gobbi ha già espresso la sua volontà di “scappare” al Dipartimento del Territorio?
4. Il Governo intende informare il Gran Consiglio e l’opinione pubblica prima che le decisioni definitive vengano assunte? Se sì, con quali modalità e con quali tempistiche?
5. Non ritiene il Governo opportuno rendere pubblici, almeno nelle loro linee essenziali, i criteri politici e organizzativi che guideranno la nuova ripartizione dei dipartimenti?
6. Alla luce delle discussioni e delle critiche suscitate dalle precedenti decisioni in materia di attribuzione dei dipartimenti, come intende il Governo garantire che il processo decisionale sia questa volta improntato alla massima chiarezza e trasparenza?