POLITICA
Dadò: "La ricchezza delle nostre acque torni ai ticinesi"
Il presidente del Centro rilancia l'iniziativa popolare per ridurre le tariffe elettriche grazie ai proventi delle riversioni: "Quei milioni non servono a tappare i buchi del Cantone. È il momento di restituire qualcosa ai cittadini"

di Fiorenzo Dadò * 

pubblicato su Popolo e Libertà di settembre - ottobre

Da quasi ottant’anni le acque delle nostre valli producono elettricità e ricchezza, tuttavia gran parte di questi benefici economici hanno preso la strada della Svizzera interna. Stiamo parlando di centinaia di milioni di franchi che lasciano il Ticino sotto forma di energia e imposte, a beneficio dei cantoni ricchi oltre Gottardo ai quali abbiamo concesso lo sfruttamento delle nostre acque.

Il debito verso le valli va risarcito
Nelle valli del Ticino vediamo dighe, captazioni, fiumi poveri di acqua e paesaggi profondamente trasformati. Tutto questo è avvenuto quasi ottant’anni fa per rispondere a importanti interessi nazionali e cantonali. Erano altri tempi. Il Paese usciva dalla guerra e la sete di energia per l’industria in espansione era enorme. Non dobbiamo giudicare le scelte dei nostri predecessori con gli occhi di oggi, ma nemmeno dimenticare chi ne ha subito le conseguenze. In Vallemaggia, dove vivo, la trasformazione dal 1950 al 1968 fu impressionante; stesso discorso in Valle di Blenio, Verzasca e Leventina. Plinio Martini, Armando Dadò e Arrigo Caroni furono tra le voci più critiche nel richiamare l’attenzione sui sacrifici imposti alle comunità vallerane e al cantone intero. Sacrifici che alla luce della scadenza delle concessioni meritano, finalmente,
un riconoscimento concreto.

Due iniziative per le regioni periferiche
È con questo spirito che il 15 giugno, assieme al presidente del PLR Alessandro Speziali e ai deputati vallerani, abbiamo presentato due iniziative parlamentari. La prima propone di destinare il 10% dei canoni d’acqua a un fondo per la rinaturazione dei corsi d’acqua e per progetti di sviluppo economico, sociale e culturale delle zone periferiche. La seconda chiede che i benefici delle riversioni arrivino realmente anche ai comuni di valle. Non si tratta di elemosina, ma di un’equa contropartita per chi ha messo a disposizione l’acqua e il territorio.

Un beneficio per le tasche dei ticinesi
Le concessioni dei grandi impianti delle quali beneficiano oggi i comuni e i cantoni d’oltralpe si avvicinano finalmente alla scadenza. Tra pochi anni il Ticino potrà finalmente beneficiare di tutta l’energia prodotta dalle nostre acque, le cosiddette riversioni. Una ricchezza enorme per tutti i ticinesi, i quali è giusto che ne possano beneficiare. Sarebbe un nuovo grave errore se i milioni di franchi che arriveranno finissero nelle casse cantonali per tappare buchi senza un beneficio tangibile per la popolazione. Premi di cassa malati, affitti, spesa, ed energia pesano sempre più sui bilanci di famiglie e imprese. Questi introiti devono servire per dare un po’ di sollievo alla popolazione.

Fatti concreti, non solo parole

Per passare dalle parole ai fatti, il Centro ha lanciato l’iniziativa popolare “L’acqua è di tutti. Meno costi per i ticinesi”, e la raccolta delle firme è in corso. Noi vogliamo che una grossa parte dei milioni guadagnati con la produzione idroelettrica vadano ai cittadini e che le tariffe elettriche vengano concretamente ridotte. Le modalità andranno definite, ma il principio è sacrosanto! Non si può aspettare che i buoi siano nuovamente fuori dalla stalla, perciò la decisione va presa oggi. Grazie alla nostra iniziativa i ticinesi potranno dire la loro dando un indirizzo chiaro ai politici cantonali su come utilizzare questi guadagni che, come detto, sono di loro proprietà. Alle zone periferiche va riconosciuto il sacrificio del proprio territorio e a tutti i ticinesi va restituita una parte della ricchezza prodotta dalle nostre acque.
L’iniziativa “L’acqua è di tutti. Meno costi per i ticinesi” è una grande opportunità per tutti noi.

* presidente cantonale del Centro

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