"Il tema dello sfruttamento delle nostre risorse idriche deve tornare al centro del dibattito politico cantonale"

di Fiorenzo Dadò (editoriale di Popolo e Libertà maggio-giugno) *
Sono convinto che il tema dello sfruttamento delle nostre risorse idriche debba tornare al centro del dibattito politico cantonale, perché da troppo tempo se ne parla troppo poco. Per questo, insieme al presidente del PLR Alessandro Speziali e ai colleghi di Gran Consiglio delle valli, abbiamo presentato due iniziative che intendono offrire un sostegno concreto alle comunità di montagna che, da oltre un secolo, ospitano dighe, centrali idroelettriche, prese d'acqua e altre infrastrutture energetiche. Credo sia arrivato il momento di riaprire seriamente questa discussione.
Lo sfruttamento dei fiumi e la ricchezza prodotta dall'energia
Per comprendere il senso della proposta occorre partire dalla storia. Dalla fine dell'Ottocento il Ticino ha costruito una parte importante del proprio sviluppo attorno all'energia idroelettrica. Le nostre vallate sono state profondamente trasformate dalla realizzazione di grandi opere che hanno consentito al Cantone di diventare uno dei principali produttori di energia idroelettrica della Svizzera.
Oggi il Ticino genera una ricchezza considerevole grazie a decine di grandi impianti, con introiti che ammontano a centinaia di milioni di franchi. È però altrettanto evidente che i maggiori benefici economici derivanti da questo sfruttamento sono finiti soprattutto oltre Gottardo, mentre alle regioni periferiche sono rimasti in larga misura i vincoli territoriali e ambientali legati alla presenza delle infrastrutture.
Non si tratta di guardare al passato o di riaprire vecchie polemiche, ma di riflettere sul futuro e costruire un rapporto più equilibrato tra chi beneficia delle risorse e chi le mette a disposizione. Con l'avvicinarsi delle grandi riversioni delle concessioni idroelettriche previste nei prossimi decenni, il Cantone avrà infatti l'opportunità di ridefinire il proprio ruolo nella gestione delle acque pubbliche e di affrontare questioni rimaste finora irrisolte. Tra queste vi è sicuramente quella di un equo riconoscimento nei confronti delle comunità montane.
Aiuti concreti grazie all'energia idroelettrica
La nostra proposta prevede la creazione di un fondo speciale con un duplice obiettivo. Da un lato finanziare interventi di rinaturazione e valorizzazione ambientale dei corsi d'acqua e dei paesaggi interessati dallo sfruttamento idroelettrico; dall'altro sostenere progetti pubblici e privati di interesse collettivo capaci di migliorare la qualità di vita nelle valli: infrastrutture scolastiche, sportive, culturali e sociali, ma anche iniziative in grado di rafforzare l'economia locale, favorire la ricettività turistica e contrastare lo spopolamento.
Non chiediamo privilegi, ma equità. Chiediamo che una parte della ricchezza prodotta grazie alle nostre montagne possa rimanere sul territorio, contribuendo in modo più diretto allo sviluppo delle comunità che, da generazioni, mettono a disposizione una risorsa fondamentale per tutto il Cantone. È una scelta di responsabilità verso territori che hanno dato molto e che oggi meritano nuove opportunità di crescita e di futuro.
* presidente del Centro