Politica
29.01.2016 - 09:140
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Il PPD attacca. «PLR, Lega e UDC, la coerenza à la carte»

Dopo il voto all'iniziativa di Dadò sulla moratoria per gli studi medici, il PPD va giù duro. «Il PLR era in imbarazzo davanti agli interessi di Cassis. e la Lega parla tanto di "cassamalatari" ma poi...»

BELLINZONA - E la coerenza dov'è? Pochi giorni dopo il voto in Gran Consiglio sulla una risoluzione presentata da Fiorenzo Dadò (in cui si chiede all’Assemblea federale di ritornare sulla propria decisione oppure, a titolo di compromesso, si propone una proroga di tre anni della moratoria, in modo tale che le autorità preposte vengano obbligate a perseverare nella ricerca di soluzioni alternative), il PPD attacca Lega, PLR e UDC. Il riferimento è a quando, in Consiglio Nazionale, Pantani, Quadri, Chiesa, Cassis e Merlini avevano votato per l'abolizione della moratoria, «un voto incomprensibile che aveva da subito generato una reazione unanime nel nostro Cantone». In Gran Consiglio, l'atto di Dadò, una reazione al voto di Berna, è passato con larga maggioranza. «Un voto importante che non è stato sostenuto unicamente dal gruppo PLR, in probabile imbarazzo davanti agli interessi lampanti del suo capogruppo alle camere federali Ignazio Cassis, che è presidente dell’associazione Curafutura che cura gli interessi delle più importanti Casse Malati del nostro paese», si legge nel comunicato inviato in redazione dal PPD. Che ce l'ha anche con la Lega. «Ma non è solo il PLR a doversi imbarazzare. Anche da parte della Lega dei Ticinesi, sempre pronta a denunciare il ruolo dei, citiamo, “cassamalatari” all’interno del parlamento federale. Il voto dei suoi deputati a Berna è per fortuna dei ticinesi stato sconfessato dal gruppo parlamentare leghista che coerentemente con i proclami domenicali ha sostenuto l’iniziativa Dadò». L'UDC non viene più citato, ma ovviamente il comunicato è rivolto anche al partito del neo presidente Marchesi. Il partito popolare democratico e il Ticino tutto hanno dimostrato, secondo i pipidini, «che nonostante la distanza tra il Ticino e Berna, l’operato della deputazione è continuamente monitorato. Di conseguenza -, è l'ammonimento - ogni decisione presa contro l’interesse del nostro Cantone verrà sistematicamente combattuta con i mezzi a nostra disposizione».
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