Politica
01.05.2016 - 16:140
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Difficoltà per i docenti e accesso al post-obbligatorio: i dubbi del PLR sulla riforma scolastica

Secondo i liberali, la riorganizzazione delle griglie orarie metterebbe in difficoltà le docenti. Serve «un'adesione convinta» dei professori. I costi? «Non eccessivi, investiamo nella scuola»

BELLINZONA - Il PLR nutre dei dubbi in merito alle misure de "La scuola che verrà", anche se è consapevole che una riforma profonda della scuola sa necessaria. Quella proposta dal DECS non è bocciata in toto ma neppure promossa. In un lungo comunicato, i liberali del presidente Cattaneo esordiscono dicendo di essere in attesa di risposta dal Consiglio di Stato per un atto parlamentare del febbraio 2014, redatto assieme al PPD, che parlava di alcune misure contenute nella riforma. Passando al commento di "La scuola che verrà", accolto positivamente il proposito di differenziare l'insegnamento, ma i laboratori rischiano di essere programmati per troppe materie e gli atelier di non tener conto di differenze di motivazione oltre che di capacità. Il PLR è favorevole a un secondo biennio di scuola media maggiormente personalizzato, orientato alle scelte future. Per il partito, comunque, «la buona scuola la fanno i buoni docenti ed è quindi sulla gestione del personale insegnante e sulla qualità dei docenti che andrebbe posta grande attenzione». E alcune modifiche previste complicherebbero la conciliazione fra lavoro e vita familiare da parte dei docenti, «questo anche alla luce della crescente tendenza alla femminilizzazione del corpo insegnante e alla scelta per un impiego a tempo parziale": le donne si troverebbero in difficoltà di fronte a una griglia oraria non stabilita per tempo. Se ci saranno classi a effettivi ridotti, serviranno più docenti, dunque è fondamentale non rendere ancor meno attrattiva la professione e impegnarsi nella formazione continua. «Il sistema proposto chiede molto ai docenti: solo una loro adesione convinta al cambiamento di paradigma proposto dal progetto potrà portare ai risultati che si intende perseguire», sono convinti i liberali. Li lascia perplessi invece l'abolizione dei criteri di accesso al Liceo e alla Scuola Cantonale di Commercio, anche se pure l'attuale sistema è insoddisfacente. L'idea di introdurre indicazioni individuali e di riuscita negli studi piace, ma «rimangono tuttavia dei dubbi sul fatto che un profilo articolato non vincolante e un richiamo alla responsabilità delle famiglie siano sufficienti ad orientare gli allievi nella scelta del percorso formativo». Il PLR punta inoltre sul potenziamento dei percorsi formativi che portano a professioni dove ci sia necessità, come quello sociosanitario o quello tecnico, e viene sottolineato che le scuole competenti sono a numero chiuso. Basilare è anche conoscere le opportunità date dalla formazione professionale. In merito, viene ricordata la proposta di una Cité des métiers. Per quanto concerne il nodo del finanziamento, «non è ritenuto di per sé eccessivo, ma deve rimanere sostenibile ed è ora di individuare le vere priorità». Il PLR è pronto a investire nella scuola ma pretende che venga portato avanti anche il risanamento dei conti cantonali. Insomma, "La scuola che verrà" non piace molto, ma il fattore positivo riscontrato è «la possibilità di discuterne», con l'auspicio che «da parte del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport ci sia una visione della Scuola a lungo termine».
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