Politica
06.05.2016 - 10:150
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Attilio Bignasca furibondo, «se non passa la tassa andiamo all'opposizione»

Il Coordinatore della Lega ne ha per tutti. «Se avessimo avuto la maggioranza, pensate che usciva una manovra del genere? I liberali hanno paura della loro ombra»

LUGANO - Attilio Bignasca è furioso. La decisione del Comitato Cantonale del PLR di schierarsi contro la tassa di collegamento, avvenuta nei giorni scorsi, ha suscitato un putiferio, in particolare dopo il comunicato stampa del PPD che parlava di ricatti leghisti. L'altro ieri abbiamo intervistato Fiorenzo Dadò, che ha rincarato la dose. Il Coordinatore leghista però non ci sta, e sul Corriere del Ticino ribatte alle polemiche. «Se non passa la tassa noi passiamo all’opposizione, ci tiriamo fuori dalla manovra», ribadisce un concetto già accennato in precedenza, e affonda sulla manovra da 180 milioni: «in Governo siamo in due, non abbiamo la maggioranza. Credete che se avessimo avuto la maggioranza sarebbe uscita una manovra simile?». E, per smentire chi parla di ricatti, prende alcuni esempi: «chi l’ha voluto il moltiplicatore d’imposta cantonale? Non è stata la Lega. Chi è che ha sostenuto sei mesi fa Eveline Widmer-Schlumpf che ha fatto più danni lei alle finanze del Ticino che i balivi ai tempi della battaglia dei sassi grossi? Chi è che segue i 150 borsoni che dovrebbero pagare la tassa di collegamento? Chi sono i soldatini?». Secondo lui, Claudio Zali fa paura perché «li ha messi via tutti al comitato PLR (in merito alla tassa, ndr). E d’altra parte chi doveva difenderla? Alex Farinelli? Per l’amor del cielo, è tutta gente che ha paura della propria ombra». Un attacco, dunque, anche pesante, ai liberali. Infine, «la Lega è stanca, io sono stanco di fare il Winkelried (da Arnold von Winkelried, cavaliere combattente e figura mitica della storia della Svizzera, ndr). Se non c’era la Lega Laura Sadis le raddoppiava le stime immobiliari».
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