Politica
26.07.2016 - 18:100
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

«Il medico cantonale non risponde? E io lo chiedo al Consiglio di Stato»

I colleghi del Caffè avevano posto delle domande a Giorgio Merlani che non ha risposto. Pronzini le trasforma in un'interrogazione

BELLINZONA - Da qualche tempo il settimanale Il Caffè si sta occupando della sanità in Ticino, partendo dal caso Rey e da Sant'Anna. Lettore particolarmente interessato è Matteo Pronzini, attivo sul tema. I colleghi hanno posto undici domande al medico cantonale Giorgio Merlani, ed egli ha preferito non rispondere. Così Pronzini, convinto che esse siano di interesse pubblico, le ha riprese e trasformate in un'interrogazione, cui dovrà rispondere ora il Consiglio di Stato. Ecco le domande: «1. - Nell’ispezione del medico cantonale del febbraio 2104, le procedure di sicurezza per l’identificazione del paziente e della parte da operare, furono verificate? E se sì, quali verifiche furono fatte e quali i risultati? 2 - La direzione sanitaria della clinica nei verbali di interrogatorio per l’inchiesta penale in corso, dice che all’epoca dei fatti le procedure di identificazione dei pazienti non erano vincolanti per i chirurghi. Venne rilevata questa non obbligatorietà, risultata fatale cinque mesi dopo (l’8 luglio 2014) per la paziente a cui furono amputati per errore i seni? 3 - Le verifiche sul personale presente nelle sale operatorie, in modo specifico i medici assistenti, nel corso dell’ispezione del febbraio 2014, furono fatte solo sulla base di documentazione cartacea e assicurazioni verbali o verificando direttamente nel blocco operatorio? 4 - I provvedimenti intimati alla clinica il 14 luglio 2014 in seguito all’ispezione, furono sollecitati dal medico cantonale nel settembre del 2015. È usuale che trascorrerà oltre un anno? 5 - Nel novembre 2015 il medico cantonale ha intimato alla clinica una ventina di provvedimenti, quelli rimasti inattuati. Il termine ultimo era il 18 dicembre 2015. Sono stati attuati? 6 - Quali ispezioni sono state effettuate dal medico cantonale dopo essere venuto a conoscenza dell’incidente dell’8 luglio 2014 in sala operatoria? 7 - Dopo che la direzione della clinica, nell’estate del 2015 - ovvero quando la Regione ha reso pubblico l’incidente in sala operatoria dell’8 luglio 2014 -, ha comunicato di aver rafforzato le procedure di sicurezza in merito all’identificazione dei pazienti, il medico cantonale ha avuto modo di verificare l’attuazione e l’efficacia delle misure annunciate? 8 - Sull’obbligo da parte del personale sanitario di denunciare quanto accaduto in sala operatoria l’8 luglio del 2014 (la norma riguarda solo chi non rischia di essere accusato nell’eventuale procedimento), la magistratura che cosa ha deciso di fare? 9 - La verità alla paziente di quanto avvenuto in sala operatoria l’8 luglio del 2014, venne detta dal chirurgo Rey solo nel novembre del 2014. in quell’occasione nel suo studio c’era anche il presidente del consiglio d’amministrazione della clinica, l’avvocato Fulvio Pelli. Perchè? Stando ai verbali della paziente, il presidente non disse nulla per tutta la durata dell’incontro. Al termine, dopo che la signora in lacrime è uscita dalla stanza seguita dalla figlia, l’avvocato Pelli "le ha detto che la clinica era a nostra disposizione". 10 - La magistratura ha mai chiesto al consiglio di amministrazione perché la presenza di Pelli in quell’occasione e perché quell’incidente non fu segnalato alla magistratura? 11- A quanto ammontano i finanziamenti pubblici ricevuti dalla Clinica Sant’Anna negli anni 2013, 2014, 2015 nell’ambito Lamal (cure stazionarie ed ambulatoriali), a che percentuale della cifra d’affari della clinica corrispondono tali somme?»
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