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Politica
09.08.2016 - 09:570
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Ticino, il turismo è ancora "casalingo". Attenzione a Varese, Trento e Verbano-Cusio-Ossola!

O-Tur ha pubblicato ieri il suo rapporto. Bene il Bellinzonese, ecatombe nel Mendrisiotto dove non basta il turismo di giornata. E serve fidelizzare gli svizzeri, vista la crescita delle vicine località italiane...

BELLINZONA - La Svizzera a livello turistico è il sesto paese più competitivo al mondo secondo il World Economic Forum, grazie a ottime infrastrutture e condizioni generali che riescono a compensare i prezzi elevati e una posizione non di primissimo piano per quanto riguarda risorse naturali e culturali. Nonostante questo, è cresciuto turisticamente meno rispetto ad altri paesi confinanti quali Austria, Francia, Germania e Italia, che oltre a prezzi migliori presentano grandi alberghi che possono permettere economie di scala ed anche di qualità superiore. In Ticino, invece, come si può inquadrare la situazione? O-Tur ha pubblicato in merito il suo rapporto ieri. Nel nostro Cantone, i pernottamenti lo scorso anno sono diminuiti 3,6%, con 84 mila pernottamenti in meno, rispetto a un anno prima e del 4,5% sul medio periodo (confronto tra 2014 e media 2009-2013). Fra le località che vengono paragonate, a sorpresa oltre a Lucerna è in crescita Varese. A penalizzare il Ticino è una minor ricettività negli alberghi, con meno stanze a disposizione in media, una bassa percentuale di quelli che si dedicano al lusso e una stagionalità troppo accentuata, dato che il 72% dei turisti arriva d'estate. Sebbene si sia fatto un gran parlare di turismo arabo, in relazione alla legge sul burqa, la clientela più importante rimane quella domestica. Gli svizzeri che hanno pernottato in Ticino sono il 60,2% del totale dei turisti, mentre nelle altre località il turismo locale riveste molta meno importanza, con un valore medio del 37,2% nelle località paragonabili. I turisti svizzeri cercano i soliti impulsi, ovvero interesse per shopping, benessere e sport, attenzione alle infrastrutture, all’efficienza dei servizi e alla conoscenza delle lingue, hanno disponibilità economica e sono fidelizzato, ma il Ticino non può certo dormire sugli allori. Serve una maggiore fidelizzazione, poiché il rapporto mostra come siano aumentati gli svizzeri che si recano a Varese, Trento e Verbano-Cusio-Ossola (rispettivamente +26,2%, +24,2% e +21,2% sul medio periodo). Il Ticino ha visto diminuire i turisti tedeschi, il % in meno rispetto al 2013 e il 28% in meno rispetto al periodo 2009-2013, risultando la destinazione più in sofferenza (infatti i pernottamenti alberghieri hanno fatto registrare il segno meno in tutte le località alpine svizzere e più in generale in quasi tutte le località prese in considerazione, con l’eccezione di Varese e Trento; sul medio periodo, invece, i pernottamenti sono diminuiti nelle mete elvetiche e cresciuti in buona parte di quelle estere, sulla spinta di un differenziale di prezzo sempre maggiore). Anche sul fronte italiano ci sono difficoltà, il Ticino si è difeso: nel 2014 i pernottamenti sono sì risultati il 3,5% in meno rispetto al periodo 2009-2013, ma la diminuzione è stata meno marcata della media delle località considerate (-11%) e su base annua si è avuto un incremento. I vantaggi per gli italiani? La lingua e la vicinanza. Per quanto concerne i mercati arabi, il Ticino è la località considerata che ha fatto registrare una progressione minore. Passando alle singole regioni del Ticino, particolarmente dinamica Bellinzona e Alto Ticino (viene lodata nel rapporto l'attrattività dei castelli, patrimonio dell'UNESCO), con il maggior incremento di pernottamenti, mentre il Luganese è sostanzialmente stabile. Disastrosi i dati di Mendrisiotto (ben 12,9% di pernottamenti in meno rispetto al 2013!) e Lago Maggiore e Valli. In entrambe le zone, il calo si registra in tutte le categorie di turisti. Il Mendrisiotto vive di turismo di giornata legato allo shopping che però non porta pernottamenti ma che hanno una spesa media giornaliera molto simile a quella dei turisti che pernottano in strutture da 0-2 stelle. Un settore vivo e da tenere in considerazione è quello delle seconde case, con una spesa media giornaliera effettuata da parte degli ospiti di seconde case è di circa 60 CHF e una buona possibilità di ritorno dei turisti.
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