Politica
22.11.2016 - 23:430
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

«Pensando alle generazioni future e agli impieghi in Ticino, voto per spegnere le centrali nucleari»

Igor Righini ha detto la sua sul tema in votazione domenica: "«Ogni anno di attività fa aumentare il rischio di catastrofe, e per il Ticino l'uscita dal nucleare aiuterà l'idroelettrico»

BELLINZONA - Mancano pochi giorni alla votazione per la chiusura pianificata di cinque centrali nucleari, e il presidente Igor Righini ha voluto dire il suo sì, motivandolo con il rischio di catastrofe nucleare e con l'intenzione di guardare alle generazioni future, anche in termini di impieghi. Ecco il suo testo integrale: «Domenica prossima c'è in programma una votazione molto importante: si voterà sulla chiusura pianificata delle 5 centrali nucleari. In Svizzera, come si sa, non si costruiranno altre centrali nucleari ma il reattore I di Beznau ha 47 anni e lotta con seri problemi di sicurezza, mentre le altre centrali hanno oltrepassato il tempo previsto per il loro funzionamento.  Ogni anno supplementare di attività fa aumentare il rischio di una catastrofe nucleare e le scorie radioattive prodotte che dovranno essere stoccate nel nostro Paese. Attualmente ci sono più reattori nucleari fermi per revisioni o problemi tecnici. Questo dimostra che la Svizzera non dipende dal nucleare e che può trovare delle soluzioni migliori. Per ottenere una totale autonomia è imperativo sviluppare le energie rinnovabili, ottimizzare il risparmio di energia e promuovere delle soluzioni efficienti grazie alle nuove tecnologie. La domanda da porsi è se dal 2029 vale la pena rinunciare all’energia nucleare visto che pone la Svizzera di oggi e quella del futuro di fronte a gravi problemi legati alla gestione delle scorie radioattive, alla sua pericolosità per le generazioni future e compromette la sicurezza della nazione in caso di una catastrofe.  Personalmente sono favorevole alle energie rinnovabili, le conosco bene e sono parte integrante delle costruzioni che progetto da 20 anni. Proprio per questo ritengo che sia necessario cambiare grazie a una pianificazione energetica accurata che rilanci la produzione di energia e le tecnologie del Paese. Per il Ticino l’uscita dal nucleare rappresenta il rilancio dell’idroelettrico e il mantenimento di ottimi posti di lavoro. Per questo, pensando anche ai giovani e alle generazioni future, voterò un convinto SÌ all'iniziativa»
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