Politica
25.04.2017 - 12:250
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

I pipidini sostengono i giovani, PS e Verdi le donne, nei liberali ci si è concentrati sulle persone perché bisognava sostituire Sadis: chi ha votato chi?

Chi vota scheda senza intestazione spesso ha un profilo simile agli astensionisti. Ma "i partiti hanno ancora senso", è convinto uno degli autori dello studio, Andrea Pilotti

BELLINZONA – Ieri, Oscar Mazzoleni e Andrea Pilotti hanno presentato un interessante studio condotto dall’Osservatorio della vita politica regionale dell’Università di Losanna sulla partecipazione e la personalizzazione del voto durante le elezioni cantonali del 2015. Chi ha votato chi? Che peso hanno avuto le schede senza intestazione?

Ha votato più gente, grazie al voto per corrispondenza. Profili simili a quelli degli astensionisti, ovvero con poca conoscenza e poco interesse per la politica, ha votato le persone utilizzando la scheda senza intestazione. In molti hanno scelto di votare gruppi minoritari come donne o giovani, oppure hanno optato per personaggi conosciuti. E i partiti? La personalizzazione del voto ha influenzato soprattutto il sostegno a PPD, PLR, Verdi e, seppur in misura meno importante, anche alla LEGA. Il legame di partito ha invece svolto un ruolo più importante per chi ha scelto il PS, mentre sono i temi che hanno influenzato in maniera più significativa il voto per La Destra.

Abbiamo voluto saperne di più, capire cosa c’è dietro a questi fenomeni. Andrea Pilotti ce lo ha spiegato.

Parlate di persone che hanno votato la scheda senza intestazione con scarsa conoscenza politica e dei temi, simili ad astensionisti ma votanti: non è una bella immagine... Come mai a vostro avviso conoscono poco, si informano troppo poco oppure non capiscono i temi?
“Si tratta fondamentalmente di elettori che esprimono un distacco dalla politica, che dichiarano di non interessarvisi, che la percepiscono come troppo complicata o incapace di risolvere i problemi. Questi elettori tendenzialmente si astengono quindi dal votare oppure optano per la scheda senza intestazione, che permette loro di esprimere un voto slegato dai partiti e più incentrato sui candidati (che si conoscono, mediatizzati durante la campagna elettorale, ecc.)”

Da un lato, spiegate che si votano persone poco conosciute come donne e giovani: i voti arrivano da persone delle stesse categorie?
“In termini di appartenenza partitica, a motivare il voto preferenziale per sostenere i giovani sono in modo particolare gli elettori del PPD, mentre a giustificare il ricorso al voto personalizzato come mezzo attraverso il quale aumentare la presenza delle donne sono gli elettori di PS e dei Verdi.
Da un punto di vista socio-demografico il profilo è in parte divergente. Infatti, a considerare molto importante la volontà di aumentare la presenza delle donne nel parlamento cantonale sono le donne, chi ha 66 anni e più e coloro che sono a beneficio di una rendita o di una pensione. A ritenere invece molto importante, attraverso l’attribuzione di voti preferenziali, il sostegno a candidati giovani sono le persone di 66 anni e più, chi è a beneficio di una formazione professionale o tecnica superiore e coloro che sono a beneficio di una rendita o di una pensione”.

Dall'altro lato, si preferisce chi è più conosciuto: dunque la forza economica di chi riesce a mostrarsi tramite manifesti e inserzioni è ancora decisiva, oppure i social hanno cambiato anche questo dettaglio?
“Dalla nostra analisi emerge come il ruolo dei diversi strumenti della campagna (compresi i manifesti e i social media) non abbiano svolto un ruolo decisivo nella personalizzazione del voto”.

Come mai i votanti della Destra si sono concentrati più sui temi, i socialisti sull'appartenenza al partito mentre pipidini, verdi e liberali sulla persona?
“Il maggior peso attribuito alla personalizzazione nella scelta di voto in modo particolare per PLR e Verdi è riconducibile in parte alla campagna condotta dai due partiti. Per il PLR si trattava di sostituire una consigliera di Stato uscente che non si ripresentava più, ciò che ha favorito una più importante personalizzazione delle campagne dei candidati. Lo stesso dicasi per i Verdi che hanno cercato di mobilitare dei nuovi elettori puntando in occasione delle elezioni del 2015 su delle personalità forti (Savoia e Denti)”.

I partiti hanno senso ancora, alla luce del vostro studio?
“I partiti hanno ancora senso soprattutto alla luce delle motivazioni date dagli intervistati per giustificare l’attribuzione di voti preferenziali a singoli candidati. Tra le diverse motivazioni infatti quelle riconducibili alla volontà di esprimere un voto personale slegato dai partiti (“sostenere le persone piuttosto che i partiti”, “andare contro un modo tradizionale di fare politica legato ai partiti”) appaiono complessivamente meno determinanti rispetto ad altre motivazioni (sostegno a donne e giovani, sostegno a candidati affini per ideali e interessi e visibilità)”.

Paola Bernasconi
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