Politica
04.03.2018 - 12:010
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Rimborsopoli, atto secondo: anche i gruppi parlamentari incassano soldi pubblici e poi ne fanno quel che vogliono?

Lo lascia intendere, ancora una volta, Matteo Pronzini. Ogni gruppo parlamentare riceve 4'000 franchi l'anno, 3'000 franchi in più per ogni deputato, il quale a sua volta ha un'indennità di 200 franchi a seduta o a riunione commissionale. "Dovrebbero servire per l'attività parlamentare, ma..."

BELLINZONA  - Non solo i Consiglieri di Stato e il Cancelliere, ma anche i gruppi parlamentari e i deputati avrebbero incassato dei soldi che non spettavano loro. Ad allargare il fronte, ancora una volta, è Matteo Pronzini.

Infatti, fino al 2002 ogni gruppo parlamentare (ovvero, ogni partito che ha più di cinque deputati eletti in Gran Consiglio)  riceveva 5’000 franchi all’anno, più 1’500 franchi per ogni deputato. Con la revisione della legge sul Gran consiglio, nel 2002, i contributi sono addirittura saliti a 40’000 franchi a gruppo e a 3’000 franchi a deputato. Oltretutto, ogni deputato ha un’indennità di 200 franchi per le sedute sia in Parlamento sia nelle Commissioni, di più se queste ultime superano le due ore.

Totale? Circa mezzo milione all’anno.

Pronzini contesta, e lo aveva fatto con tre iniziative presentate qualche tempo fa, l’utilizzo di questi soldi. Essi servirebbero infatti a finanziare l’attività parlamentare, coprire i suoi costi, ma secondo il deputato MPS vengono utilizzati per finanziare l’attività regolare dei partiti, fra cui anche le campagne elettorali. “I partiti dal 2002 non sono obbligati a spiegare come li usano. L’aumento? Era stato giustificato con la necessità di rafforzare il parlamento di milizia per metterlo in grado di svolgere con più efficacia i suoi compiti istituzionali  dotando i gruppi anche di un segretariato, che non è stato mai creato”.

Rimborsopoli, insomma, cresce a vista d’occhio.
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