Politica
14.05.2018 - 14:060
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:43

Bertoli scrive a Zali, "richiami per favore i responsabili del Mattino. Per evitare che si possa sospettare che certi principi valgono solo ogni tanto"

Ieri lui, Beltraminelli e Vitta sono stati rappresentati dal settimanale in mutande in merito alla richiesta dei leghisti di bloccare i ristorni, e al socialista non è piaciuto. "Come giustamente ha richiamato Pronzini settimana scorsa, ribadisca lo stesso concetto a chi si occupa del settimanale"

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BELLINZONA – Manuele Bertoli scrive a Claudio Zali, domandandogli di far sì che i rimproveri suoi toni che lo stesso leghista ha rivolto a Matteo Pronzini la scorsa settimana valga per tutti.

A finire nel mirino, ancora una volta, il Mattino della Domenica, che ieri dedicava la prima pagina alla richiesta da parte di Zali stesso di vincolare i ristorni all’Italia a delle opere che la Penisola dovrebbe svolgere.

“I leghisti Zali e Gobbi hanno formulato una proposta concreta: versare i ristorni solo dopo l’esecuzione, da parte italiana, di opere di interesse transfrontaliero. Quelle opere che adesso non vengono fatte. Si tratta di una proposta del tutto ragionevole e addirittura minimalista: infatti i ristorni andrebbero bloccati integralmente! Ma se neppure questa proposta minimalista trova una maggioranza in governicchio, vuol dire che la partitocrazia del triciclo è completamente bollita! Sveglia! Su le braghe che è ora!!”, si legge. Questa è davvero l’ultima occasione! Se nel governicchio cantonale, oltre ai due leghisti Gobbi e Zali, non si trova un terzo “ministro” che si renda conto che i politicanti della Fallitalia, con i ristorni delle imposte dei frontalieri, ci prendono per i fondelli da anni vuol dire che siamo proprio alla frutta!”.

Concetti non nuovi, a far arrabbiare Bertoli è il fotomontaggio, dove Zali e Gobbi sono ritratti a mo’ di guerrieri, mentre gli altri tre colleghi di Governo sono in mutande.

“Caro presidente, da quel che mi dicono il Mattino della domenica ha pubblicato ieri un fotomontaggio con il sottoscritto e due altri colleghi di governo in mutande. Non è la prima volta che cose del genere accadono, ce ne sono state anche di peggio, ma considerata la sua sensibilità verso le esternazioni inopportune in politica, come quelle del deputato Pronzini a cui ha giustamente reagito martedì scorso in Parlamento, le sarei grato se potesse ribadire il medesimo concetto anche ai responsabili del settimanale che rappresenta il suo partito. Anche per evitare che si possa sospettare che certi principi valgono solo ogni tanto”, scrive Bertoli.
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