Politica
24.05.2018 - 10:300
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:43

Il centro che 'spacca' l'UDC. Marchesi richiama i 'ribelli', "dicendo sì andate in contrasto con le linee nazionali e cantonali"- E il Ghiro si scatena, "avete cambiato idea attirati dai soldi"

"Non ci intromettiamo negli affare di competenza prettamente comunale nelle quali le sezioni godono della massima autonomia, ma in questo caso la Direttiva non può che distanziarsi", scrive il presidente ai due Municipali e ai sei consiglieri comunali. Ghiringhelli, "la Confederazione ha il piano B se Losone dice no"

LOSONE – Il centro asilanti di Losone è sempre stato un tasto dolente. La popolazione, sovente, reclamava e si lamentava delle presunte pericolosità e maleducazione dei richiedenti l’asilo e le forze politiche si davano spesso battaglia. La popolazione andrà alle urne il 10 giugno per decidere se riaprirlo o meno, ma intanto ha causato una diatriba interna all’UDC.

Partito che, per posizione ideologica, è contrario alla politica di apertura di Simonetta Sommaruga. E che dunque non ha ben digerito come due Municipali (Alfredo Soldati e Daniele Pinoja) e sei consiglieri comunali si siano potuti schierare a favore del centro.

“L’UDC cantonale non è usa, generalmente, intromettersi negli affari di competenza prettamente comunale nei quali le sue sezioni godono della massima autonomia. In questo caso, tuttavia, questa autonomia fa sì che la “Real Politik” adottata dalla maggioranza dei deputati UDC nei gremi del Comune sia nettamente in contrasto con la linea in materia d’asilo del partito nazionale e cantonale. Questi contestano infatti regolarmente le scelte assurde che il Dipartimento di Simonetta Sommaruga propone e che la maggioranza del Parlamento sostiene", si legge in una nota a firma di Piero Marchesi. Insomma, non interveniamo, ma quando si va contro le idee base del partito, dobbiamo farlo.

“La Direttiva di UDC Ticino non può quindi far altro che distanziarsi dalla posizione assunta dalla maggioranza dei suoi deputati istituzionali in quel di Losone – salvo approvarne la decisione di sottoporre la questione democraticamente alla popolazione – stigmatizzandone l’attivo schieramento a favore del SÌ". Il partito ritiene inoltre che "un verdetto negativo uscito dalle urne costituirebbe un chiaro segnale di critica alla politica del Consiglio federale, in particolare della Consigliera federale Simonetta Sommaruga, che pone sullo stesso piano i veri rifugiati (pochi) e i migranti economici (moltissimi)".

Addirittura, i due Municipali si erano adoperati a loro tempo per raccogliere firme contro il centro!
Giorgio Ghiringhelli, un altro politico da sempre schierato contro gli asilanti a Losone, fa notare che un piano B ci sarebbe: “Nella sua risposta a un’interrogazione di Marco Chiesa il Consiglio Federale  non nega quanto preannunciato dalla SEM ai Comuni del Mendrisiotto e anzi conferma che "all'interno del centro federale saranno predisposti locali per l'insegnamento (ndr. ai richiedenti l'asilo in età scolastica)  indipendentemente dalla soluzione provvisoria che verrà adottata (Losone o Pasture).
Del resto, come aveva riferito La Regione del 16 maggio, in un opuscolo inviato negli scorsi giorni ai cittadini di Balerna, Novazzano e Chiasso, si ribadisce che se in cima alle priorità c'è l'ex-caserma di Losone, nel cassetto è pronta l'alternativa dell'edificio delle FFS , in zona  Pasture,  che potrebbe far posto a 220 persone : la relativa domanda di costruzione si concretizzerà entro giugno”. Dunque, in pratica parrebbe che eventualmente si potrebbe iniziare a usare meno posti letti a Balerna, se il popolo di Losone dicesse no.  Lì il problema non sussiste, non essendo lo stabile di proprietà comunale (ci potrebbero essere dei ricorsi ma il rischio è più sfumato).

Ghiringhelli si rallegra della presa di posizione di Marchesi, e attacca i Municipali “ribelli”. ”A chi oggi, calpestando le linee guida del partito,  sostiene la riapertura del centro asilanti erché attirato dall’affitto di 600'000 franchi che la Confederazione verserebbe al Comune, ricordo che una quindicina di anni fa era disposto a regalare un milione di franchi al ricchissimo Patriziato losonese per aiutarlo a coprire i buchi finanziari che aveva fatto nella realizzazione del campo di golf : e se quel milione era poi rimasto nelle casse del Comune (senza alcuna conseguenza negativa per il golf) è grazie al vincente referendum lanciato dal movimento del Guastafeste assieme alla Sinistra e ai Verdi. Inoltre ricordo che nel 2011, quando tre consiglieri comunali del Guastafeste (fra cui il sottoscritto) dimissionarono in blocco dal Consiglio comunale, cedetti direttamente quei tre seggi proprio a quell’UDC locale che oggi ( al contrario di quella federale e cantonale) mi ha profondamente deluso“.
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