Elezioni 2019
08.11.2019 - 09:000

Caprara bombastico: "L'UDC che si lamenta fa tenerezza... Il PS è ostaggio di una sinistra estrema e integralista"

Il presidente del PLR al Comitato Cantonale: "L'UDC sui bilaterali ha sempre fatto gli interessi dei tribuni zurighesi e non del Ticino. I socialisti giocano al rialzo come col salario minimo". E lancia un velato messaggio al PPD

BELLINZONA - Ieri sera il PLR si è riunito per la prima volta dopo le elezioni del 20 novembre, prima del ballottaggio. In attesa della sfida che attende Giovanni Merlini, il presidente Bixio Caprara, pur specificando che un terzo del parlamentino era contrario, non vuole analizzare le conseguenze della congiunzione con PPD e Verdi Liberali. Ci sarà occasione di farlo, ha spiegato.

“Mi limito a dire che il risultato del primo turno ci deve allarmare, fortemente allarmare. Ma ci deve soprattutto far reagire e scuotere. Il nostro partito ha pagato un prezzo alto che ci deve far riflettere. Il risultato ci chiede massimo impegno e di raddoppiare gli sforzi se vogliamo mantenere il seggio al Consiglio degli Stati e permettere a Giovanni Merlini di continuare il suo proficuo lavoro di parlamentare a Berna. Oltre al nostro impegno è chiaro che ci attendiamo un segnale di ritorno altrettanto chiaro ed esplicito da chi al primo turno grazie al nostro aiuto ha mantenuto le posizioni”, ha detto, riferendosi comunque in modo velato al PPD.

Dopo aver ripetuto la sua visione sui temi principali, ovvero l’ambiente (importante ma non è tutto), le casse malati (serve una profonda riflessione dato anche l’invecchiamento della popolazione), il lavoro e l’UE (no all’adesione, sì ai bilaterali), ha parlato degli avversari politici di questo ballottaggio: i due estremi.

Non poteva non fare un accenno all’intervista di Merlini e alle reazioni furibonde dell’UDC dopo che Chiesa è stato definito “emissario della famiglia Blocher”. “A parte il fatto che se ben ricordo il titolo di “il cagnolino della signora Blocher” (lo diede Attilio Bignasca a Chiesa, ndr) fa quasi tenerezza sentire lamenti da quelle parti visto che la tattica del dileggio verso tutti coloro che la pensano diversamente, è stata propagandata in Ticino proprio da chi oggi sembrerebbe sostenerlo, molto più rilevante è invece il dato politico”, ha tuonato. “L’UDC si è sempre schierata in modo compatto contro i bilaterali e quindi sempre e comunque contro le misure di accompagnamento. Quindi sempre contro le piccole e medie aziende. E il candidato che vorrebbe rappresentare il Ticino agli stati è il vicepresidente nazionale di questo partito. Voler proporre alcuni distinguo e precisazioni mi sembra davvero poco rilevante. Su questo tema l’UDC ha sempre fatto i suoi interessi, e in particolare quelli di alcuni tribuni zurighesi, e sicuramente non quelli del Canton Ticino. Per questo anche in questo secondo contesto vi è una questione politica e non personale. Il Ticino ci pensi bene e si renda conto della posta in gioco”.

Per quanto concerne il PS, ha sostenuto che abbia “gravi limiti di affidabilità ormai ostaggio di una sinistra estrema e integralista”. Ovviamente non concorda con il referendum lanciato contro la riforma fiscale. “Il dato politico che ci deve preoccupare è che il loro Consigliere di Stato accetta una soluzione concordata in governo che comprende misure per la scuola per 17 mio, la stessa cosa avviene con il collega per la socialità, ma poi appena si arriva in parlamento ecco il libero tutti e l’ostruzionismo strumentale rosso/verde che vi ho già più volte espresso e sottolineato. Il PS con tutto il fronte rosso verde si dimostra essere ingessato in un conservatorismo incapace di sostenere le proposte moderate concordate in governo a fronte di una decisione decisa dal popolo inclusa un’ampia maggioranza del popolo ticinese”.

“Il gioco al rialzo del PS consapevole, che tanto le conseguenze del loro agire è carico degli altri, lo abbiamo già visto con il salario minimo. È tempo e ora di dire che chi sta ritardando l’entrata in vigore di una soluzione a favore di un salario sociale, che non centra proprio nulla con un concetto di salario dignitoso, è il fronte rosso che con un continuo gioco al rialzo non fa altro che ritardare l’entrata in funzione di prime misure di correzione che permetterebbero di correggere le condizioni precarie più estreme”, ha attaccato ancora. “Poi che questa soluzione sia a favore per il 70% dei frontalieri e avrebbe un effetto negativo per i salari superiori alla soglia fissata, lo avevamo detto e ribadito ma adesso purtroppo è tardi”.

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