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Politica
13.11.2019 - 12:000

Romano e Regazzi: "Dite la verità! Il miliardo di coesione partità solo a determinate condizioni. UDC, vivi di sparate elettorali"

Presa di posizione dei due popolari democratici: "Ieri nuovo polverone sul “miliardo di coesione” per aizzare gli elettori. Ma l'1,3 miliardi saranno versari se l'UE smetteràefinitivamente con le discriminazione e gli atteggiamenti intimidatori"

di Marco Romano e Fabio Regazzi*

Raccontate per favore la verità: i fatti!

Gli elettori d’oltre Gottardo hanno finalmente capito che l’UDC vive di sparate elettorali. I consensi sono crollati. In Ticino serve coraggio per dire: no, non è così! Ieri nuovo polverone sul “miliardo di coesione” per aizzare gli elettori. 

Di cosa si tratta? 1,1 mia per progetti specifici scelti e sorvegliati dalla Svizzera (che coinvolgono organizzazioni e aziende svizzere) in 10 Paesi d’Europa centrale e 200 mio per progetti in ambito migratorio nei Paesi del Sud per fermare/gestire l’afflusso di migranti prima che arrivino ai nostri confini. 

Come? 1,3 mia su 10 anni: quindi 130 mio annuali dal 2020 al ’29; esattamente come nei 10 anni precedenti, con il Popolo svizzero che ne ha votato la base legale (decisione democratica!).

La buona notizia di ieri (evidentemente sottaciuta nel polverone) è che la Commissione esteri del Nazionale ha deciso che il contributo potrà essere versato SOLO se l’Unione europea cesserà definitivamente con le discriminazione e gli atteggiamenti intimidatori verso la Svizzera. I soldi non partiranno, finché non si cambierà registro. 

Cosa nello specifico? Se verrà riconosciuta l’equivalenza borsistica negataci a giugno, se ci verrà riconosciuta l’equivalenza della protezione dei dati, se verrà aggiornato nel 2020 l’accordo per l’eliminazione degli ostacoli al commercio (fondamentale per migliaia di industrie svizzere) e se potremo continuare a partecipare ai progetti miliardari di ricerca e formazione.

Il rinnovo per il 2° decennio è stato votato dal Palamento nel 2016, l’UDC non ha fatto referendum e quindi dovrebbe avere il pudore di non strillare ad ogni piè sospinto per questo progetto di solidarietà e sviluppo molto utile di fatto anche al nostro Paese, alle sue aziende e a tutti i lavoratori. Di fatto è anche l’inevitabile prezzo per i vantaggi di cui l’economia svizzera approfitta grazie all’espansione del proprio mercato nell’UE, il nostro primo e fondamentale partner economico.

La Svizzera è un Paese corretto e affidabile: dato il rispetto, si lavora insieme! L’UDC travisa ogni decisione politica per soli interessi elettorali, preferendo la polemica sterile alla reale soluzione dei temi!

*Consiglieri Nazionali PPD Ticino

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