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Politica
19.11.2019 - 14:520

Rossi e Dadò, è scontro sulla "mafietta". "Ticino per troppi anni basato sul clientelismo". "E tu per entrare nel CdA di BancaStato?"

Il democentrista esulta perchè "è uscita la casta". Il presidente del PPD non ci sta. "Così dai dei mafiosetti anche a chi in anni di militamnza politica non ha fatto nulla di cui vergognarsi"

BELLINZONA – Ê scontro social tra Tuto Rossi e Fiorenzo Dadò, con al centro il termine “mafietta”.

Il tutto parte da un lungo post di gioia dell’avvocato UDC per l’elezione di Marco Chiesa ed anche di Marina Carobbio. “Fuori la casta. Il Ticino ha bisogno di cambiamento, e lo ha detto chiaro e tondo! Fuori PLR e PPD, fuori Merlini e Lombardi dal Consiglio degli Stati. Fuori il vecchio, dentro il nuovo. Dentro uno strepitoso Marco Chiesa e una donna finalmente, l’ottima Marina Carobbio. Io l’ho combattuta sulle idee, ma bisogna riconoscere che lei non fa parte della casta, della mafietta ticinese cui la famiglia Carobbio non ha mai fatto parte. E poi Piero Marchesi volto nuovo che entra al Nazionale, e per i socialisti Bruno Storni, uno scienziato socialista aperto e non dogmatico. Meglio di così non poteva andare!”.

Considerazioni che non piacciono al presidente del PPD. “Smettila con sta storia delle mafietta. Ma per chi ci prendi? Io rispetto il tuo lavoro e tu rispetta il nostro. Quando ti andava bene sta mafietta che ora denigri l’hai usata anche tu, ad esempio per farti nominare nel CdA di Banca Stato”.

Replica Rossi: ”non prenderla sul personale, perché non è diretta a te. Ma è purtroppo vero che il Ticino per troppi anni è stato basato sul clientelismo più sfrenato. Impiegati statali anche bassi, tutti nominati secondo l’appartenenza partitica, l’obbedienza sempre messa davanti alla competenza; uguale negli appalti comunali e cantonali anche piccoli. E visto che in Ticino siamo pochi, l’esclusione dei non tesserati porta all’impoverimento della dirigenza pubblica para pubblica e talvolta anche privata. Leggi per esempio l’ottima relazione annuale del ottimo giudice PPDino Mauro Mini, che dice le stesse cose sulla giustizia. Non prenderla sul personale, ma per troppi anni i partiti hanno distribuito posti di lavoro, tagliando fuori gli oppositori”.

Ma Dadò risponde ancora: “Eh no caro Tuto, per quanto queste cose sono purtroppo successe e succedono in tutti gli ambiti della società ( nessuno escluso), messa così tu dai dei mafiosetti anche a me, a Fonio, ad Agustoni, e a tutti quanti non hanno proprio nulla a che fare con quel che scrivi, e che in tutti questi anni di militanza politica in associazioni varie, non certo perfetta ma onesta e perlopiù disinteressata , non hanno fatto proprio nulla di male e tanto meno hanno di che vergognarsi
Tu militi in un partito assieme a dei miliardari che neppure un bambino dell’asilo non tanto sveglio crede ancora immacolati... , che si allea a dei movimenti che non devo spiegarti io da dove nascono e con quali metodi sono cresciuti..., pertanto, mi dispiace, ma messa così è un offesa indiretta anche a gente onesta, un dividere in bianco e nero, in buoni e cattivi ma in modo arbitrario la società, facendo credere a molti cittadini onesti ma che non conoscono , che dall’altra parte della vostra barricata,sguazza il marcio, il disonesto, la mafietta tanto per usare un tuo temine, e che adesso grazie a voi si è accesa una luce salvifica sul nostro piccolo mondo. Se questa è la lettura che desideri dare, tu che non sei di primo pelo e hai visto molto, sai anche molto bene che stai dando in pasto a chi legge un alfabeto taroccato
Detto questo caro Tuto, in molte cose è sempre interessante leggerti e ascoltarti, nonché condividere alcune tue battaglie sacrosante come quelle contro chi tartassa gli automobilisti”.

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