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Politica
31.03.2021 - 15:170

Molinari, perché due liberali chiedono di fermare lo sgombero? "Manovra della Lega a due minuti dalle elezioni. Non mi spiego il comportamento di Bertini"

Parla Carola Barchi, che assieme a Augusto Bernasconi, ha firmato un appello dove domandano di rinviare tutto al dopo 18 aprile. "Nel nostro partito silenzio assordante, nessuno vuole fare passi falsi. Non si possono sgomberare senza un'alternativa"

LUGANO – Un appello, firmato dai candidati al Consiglio Comunale liberali Carola Barchi e Augusto Bernasconi, che di fatto pone una domanda: cosa pensa il PLR dello sgombero dei molinari? I due chiedono che si rinvii la decisione a dopo le elezioni, mentre Michele Bertini, Municipale ormai alle sue ultime settimane in Municipio, sembra convinto a appoggiare la Lega che vuole risolvere la situazione.

Carola Barchi è consapevole della problematica. Non vuole che tutto si risolva in nulla o che non cambi niente. “Concordo che una soluzione vada trovata: da quanto so all’ex Macello ci sono pure delle persone che dormono (che sarebbero i custodi del centro sociale). Personalmente non conosco che cosa facciano in ambito culturale. Però bisogna mettersi al tavolo con loro e se loro non accettano di discutere si deve comunque trovare una soluzione. Non si sgombera senza dare un’alternativa”. 

Oltre che ai molinari pensa a chi non ha un posto dove dormire, a partire dai sans papier, conscia che serva un’alternativa. “Se i centri autonomi rivendicano degli spazi sono convinta che bisogna darglielo. Come liberale voglio dare a tutti la possibilità di poter trovare un proprio spazio nella società e non posso identificarmi in una visione illiberale che se ne fa un “baffo” delle convenzioni firmate dal Comune”.

Nel suo appello, chiede che “il Municipio di Lugano riveda la sua decisione inerente lo sgombero dei "molinari" dall'ex Macello e permetta al nuovo Esecutivo che entrerà in carica dopo le elezioni del 18 aprile di valutare quali opzioni attuare nei confronti dell'esperienza dell'autogestione al Macello”, dunque rinviando tutto a dopo le elezioni. Inoltre, che “il Municipio spieghi la conformità del termine di 20 giorni per sfrattare i Molinari dall’ex Macello con le leggi svizzere e ticinesi. Il Municipio prima di attuare qualsiasi sgombero del Macello dica se ritiene di disdire o meno la convenzione firmata da esso stesso con Cantone e Alba e come ha intenzione di gestire le possibili manifestazioni di solidarietà verso l'esperienza dell'autogestione in questa fase di misure anti-covid. l Municipio dica quali edifici e sedimi è propenso a mettere a disposizione di esperienze dell'autogestione oppure se vuole una Lugano "off limits" per forme di autogestione in Città”.

Sul perché la Lega stia spingendo verso lo sgombero, non ha dubbi. “A mio modo di vedere è una pura strategia elettorale della Lega che non sapendo più che pesci pigliare si sta spostando sempre più verso destra. È fumo che non riusciranno a concretizzare. Sono i primi ad aver paura di ciò che potrebbe accadere espellendo gli autogestiti. Disdire un accordo in cui è coinvolto il Cantone a due minuti dalle elezioni è un gesto per radicalizzare l’elettorato”.

Mentre non sa cosa dire in merito all’appoggio di Bertini. “Non me lo so spiegare. È vero, lui è capo Dicastero polizia, ma non ricandidandosi a lui probabilmente interessa poco di cosa succederà nella prossima legislatura. A mio modo di vedere la sua decisione è abbastanza irresponsabile e inoltre non capisco perché stia sostenendo la posizione della Lega. Se desiderava passare alla storia, avrebbe dovuto essere colui che trovava una soluzione, piuttosto che sgomberare”.

Parole pensanti. Ma nel partito, che cosa ne pensano? “Purtroppo nel partito c’è un silenzio assordante. Nessuno vuole fare passi falsi. Ecco perché chiedo che si decida dopo le elezioni. Comunque sottolineo che il PLR ha due municipali e stando ai media Badaracco ha votato contro lo sgombero. Va anche sottolineato che tre settimane fa, prima del lancio del nostro appello, si è espresso a Teleticino sullo stesso concetto l’ex sindaco Giorgio Giudici”, spiega. 

Paola Bernasconi

 

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