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29.08.2021 - 12:050

Certificato Covid, Romano e Farinelli dicono sì, Marchesi contrario

Giro di opinioni del Mattino sull'estensione dell'obbligatorietà del documento. "L'alternativa sarebbero ancora le chiusure generalizzate", sostiene Farinelli. Marchesi: "Sarebbe un obbligo di vaccinazione mascherato"

BERNA - Estensione dell'obbligo del certificato Covid? Il tema è decisamente caldo. Il presidente della Commissione federale per le vaccinazioni (Cfv) Christoph Berger per esempio è a favore. De Rosa ha fatto capire di esserlo. Il Mattino ha interpellato alcuni Consiglieri Nazionali.

Marco Romano è favorevole: "Ritengo che l’introduzione del covid-pass sia corretta e che vada estesa a tutti i luoghi chiusi dove si riunisce un numero elevato di persone, essenzialmente quando sono in movimento, per un periodo prolungato; soprattutto laddove il porto della mascherina è difficile e non sempre garantito. Il fine ultimo è la salute pubblica nell’interesse del singolo e del collettivo". Ilpopolare democratico sostiene che non deve esserci obbligo vaccinale, chi non vuole essere vaccinato accederà alle manifestazioni e ai locali con un tampone, però "per chi realmente non avrà la possibilità di vaccinarsi e per i minorenni, il test dovrà restare gratuito".

Decisamente per il sì anche il liberale Alex Farinelli: "In questa pandemia spesso si dimenticano le esperienze già vissute. Non più di un anno fa, nel corso del mese di settembre, i contagi hanno cominciato a crescere in maniera importante. Nel giro di qualche settimana gli ospedali sono arrivati vicini al proprio limite e si sono dovute operare delle chiusure pesantissime per l'economia e la società. A fronte di un tasso di vaccinati - unico mezzo per proteggere efficacemente gli ospedali, in quanto chi contrae la malattia dopo il vaccino in larghissima parte ha un decorso lieve - ancora manifestamente troppo basso (siamo gli ultimi in Europa), è illusorio pensare che lo scenario dello scorso anno non andrà a ripetersi. L'adozione dell'obbligo del certificato va quindi vista come un mantenimento della libertà. L'alternativa sarebbero ancora le chiusure generalizzate".

Contrario invece il democentrista Piero Marchesi, che sottolinea di essere vaccinato e a favore della libertà di ciascuno di decidere autonomamente se aderire alla campagna vaccinale o no. "Queste proposte, di fatto, sono un obbligo di vaccinazione mascherato che finirà, oltre che per svilire la volontà individuale, anche per mettere ancora una volta in difficoltà esercenti e ristoratori. Quasi il 60% della popolazione è vaccinata, si continui a sensibilizzare i cittadini affinché si raggiunga una percentuale maggiore, ma senza alcun divieto".

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