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Il Blog di Don Gianfranco
09.10.2022 - 12:000

"C'era una volta una Chiesa Cattolica ben unita e compatta"

60 anni fa, l’11 ottobre 1962, Giovanni XXIII inaugurava il Concilio Vaticano II

*Di Gianfranco Feliciani

C’era una volta, e parecchi si ricordano ancora, una Chiesa Cattolica ben unita e compatta, nella quale il papa era infallibile al 100%. Anche i vescovi e i preti a loro modo lo erano e rappresentavano in tutti i casi l’essenza stessa della Chiesa. Tutti gli altri, i fedeli laici, erano ritenuti un po’ come dei cristiani di serie B, pecorelle del gregge tenute solo ad obbedire ai capi. Si legge nell’enciclica “Vehementer nos” di Pio X (1906): “La Chiesa è per sua natura una società ineguale, cioè una società formata da due categorie di persone: i pastori e il gregge.

Ai fedeli il dovere di lasciarsi guidare e di seguire, come un docile gregge, i loro pastori”. Oggi parole come queste ci fanno accapponare la pelle, ma un tempo era così. Naturalmente in questa Chiesa non c’era molto spazio per il dialogo, la ricerca e il pluralismo (figuriamoci le contestazioni), perché tutto era già ben chiaro e prestabilito. Chi la pensava diversamente non poteva essere che eretico. C’erano i 10 comandamenti, i 7 sacramenti, il catechismo di Pio X (santo per di più) con domande e risposte imparate a memoria, e i precetti della Chiesa.

Tutte nozioni che venivano inculcate specialmente durante le funzioni sacre, nelle quali si dava ampio spazio alla Madonna, ai santi e ai morti. E poi c’era la rigida morale che metteva tutti in riga. Di sicuro si commettevano tanti peccati anche allora, ma almeno tutti sapevano ciò che era bene e ciò che era male. I peccati sessuali erano i più gravi e i più mortali di tutti, e in questa ossessione si era giunti persino a stravolgere il sesto comandamento del Decalogo: infatti, dal circoscritto “non commettere adulterio” della Bibbia, si era passati al più generale e intrigante “non commettere atti impuri” del catechismo. Insomma, una Chiesa autoritaria, severa e sicura di sé.

Nel 1958 venne per la Chiesa Giovanni XXIII. Lo si riteneva un sempliciotto, incapace di operare grandi cambiamenti, e fu eletto proprio come un “papa di transizione”; ma papa Giovanni, senza quasi dare nell’occhio, operò una delle più coraggiose rivoluzioni che la Chiesa avesse mai conosciuto. Il suo Concilio, “suo” perché da principio nessuno lo voleva, mutò radicalmente il volto della Chiesa. A quelli che si spaventavano delle novità e gli rimproveravano di aver stravolto il Vangelo, rispondeva: “Non è il Vangelo che cambia: siamo noi che cominciamo a comprenderlo meglio!”. Il Concilio di papa Giovanni fu la risposta cristiana a un mondo in trasformazione. Egli aveva capito che occorreva rispondere non con formule vecchie e prefabbricate, ma con parole nuove, ritornando al cuore stesso della fede, Gesù e la sua Parola, e della Tradizione più genuina della Chiesa.

*Arciprete di Chiasso

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