IL BLOG DI DON GIANFRANCO
Don Feliciani: "Buon Natale, ma con il Festeggiato!"
"È come se Gesù, Maria, Giuseppe, gli angeli, i pastori, i magi, non c’entrassero più con la festa del 25 dicembre"
TIPRESS

di Don Gianfranco Feliciani

Chissà quante volte in questi giorni rivolgeremo l’augurio di “Buon Natale” a tutti quelli che incontreremo. Chiediamoci: sappiamo cogliere il senso autentico di quel mistero che un simile augurio racchiude? Quale mistero? Quello di un Amore inaudito che ha rivoluzionato per sempre la storia del mondo! Qui si spalanca un orizzonte di riflessione infinito come il cielo e che interpella ogni essere umano. Sì, perché il cuore dell’uomo è fatto così: ha bisogno di amore, solo di amore, mentre tutto il resto è veramente secondario. Amare ed essere riamati! Ecco perché tutti festeggiano il Natale. E anche se il consumismo l’ha stravolto e la secolarizzazione l’ha laicizzato, fino a censurare il Festeggiato, l’incanto del Natale permane in tutta la sua forza misteriosa! Incanto che più che mai si traduce in struggente nostalgia, ma che permane. Paradossalmente la gioia della festa mette ancora più in evidenza l’inquietudine del cuore!

Alberi scintillanti, bocce dorate, insegne luminose, babbi natale in tutte le versioni (anche sexy), fiocchi di neve e campi di sci, slitte, renne e orsacchiotti, ma di Lui, il Festeggiato, neanche l’ombra! È come se Gesù, Maria, Giuseppe, gli angeli, i pastori, i magi, non c’entrassero più con la festa del 25 dicembre. La mole impressionante di pubblicità natalizia che riempie vetrine, stampa e televisione, è assai attenta nel censurare ogni riferimento storico-religioso del Natale. Un’assenza che però stride e che alla fine genera in molti un senso di vuoto e di solitudine. Insomma, se la gente non sa più per quale motivo in questi giorni dell’anno deve essere felice più che in altri, è naturale che parecchi si sentano ancora più tristi degli altri giorni... Che festa c’è senza il Festeggiato?

Quel bambino che nasce a Betlemme è Gesù, il Figlio di Dio, è il Salvatore del mondo, venuto a salvare l’umanità dal male e dalla paura, da tutte le morti che l’uomo si porta nel cuore. Ad ognuno di noi rivolge il suo invito d’amore: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro” (Matteo 11,28).

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