IL BLOG DI DON GIANFRANCO
Tra guerra e pace a 800 anni dalla morte di Francesco
Don Feliciani: "Tutto il mondo venera il Poverello di Assisi come un fratello, come l’uomo che affratella i popoli"

di Don Gianfranco Feliciani

Il disprezzo e il venir meno del diritto internazionale, sostituito dalla “diplomazia della forza” dal “bullo” della Casa Bianca e dai suoi degni compagni, rischia di trascinare il mondo in una spirale di violenza inarrestabile. Leone XIV, all’Angelus di domenica scorsa, ha parlato di “tragedia di proporzioni enormi” e di “voragine irreparabile”. Una diagnosi lucida del rischio che il conflitto possa assumere dimensioni ingestibili. La guerra in Iran si sta allargando di giorno in giorno.

Nei giorni scorsi ero ad Assisi. Quest’anno ricorrono gli ottocento anni dalla morte di San Francesco e per l’occasione, dal 22 marzo al 22 aprile, i resti mortali del Poverello sono esposti alla vista e alla venerazione dei fedeli. L’emozione è stata grande. In un silenzio totale, quasi surreale, non una foto con il cellulare (incredibile ma vero), migliaia e migliaia di persone sfilano nella grande basilica per vedere quel che resta del povero e umile fraticello che ha segnato come pochi non solo la storia della Chiesa ma quella dell’umanità intera. Perfino i suoi resti mortali sono umili: più che un normale scheletro... solo un povero mucchietto di ossa raccolte in una teca di vetro.

Ai nostri giorni il significato di San Francesco ha assunto un’importanza straordinaria. Mai si sono avuti così numerosi ammiratori al di fuori della stessa Chiesa cattolica. Tutto il mondo venera il Poverello di Assisi come un fratello, come l’uomo che affratella i popoli, come una luce per il mondo. In Giappone, dove la presenza dei cristiani è minima, solo l’1,2%, quasi tutti i filosofi e gli intellettuali di maggior rilievo si richiamano a Francesco. Essi vedono in lui un parente dell’antica tradizione nipponica. E questi vincoli stanno venendo alla luce anche nella cultura cinese, indiana, islamica ed africana.

Quando si parla del futuro del mondo, segnato più che mai dalle guerre, dalle ingiustizie, dalla miseria e dal fenomeno dei cambiamenti climatici - che potrebbero mettere in pericolo la stessa sopravvivenza del pianeta - spontaneamente si allacciano speranze intorno al nome di Francesco!
 
 

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