IL BLOG DI DON GIANFRANCO
Don Feliciani: “La ‘politica’ di Sant’Agostino e il nostro mondo sconvolto”  
“Dalla ‘Città di Dio’ una lezione attuale: solo l’amore fonda la pace”

di Don Gianfranco Feliciani 

Giovedì scorso 28 agosto, ricorreva la festa di Sant’Agostino (354-430), vescovo, dottore della Chiesa, filosofo, uno dei geni dell’umanità di tutti i tempi. Nella sua opera colossale “La città di Dio”, ben 22 libri, Agostino indica le radici della coesione sociale e della vera pace. Nella sua visione il Vangelo non è un romantico sentimento per la comunità umana, ma il fondamento che trasforma l’IO in un NOI, capace quindi di conferire ordine a tutte le relazioni. Sono gli anni delle invasioni barbariche e della crisi dell’Impero romano, e Agostino risponde all’accusa proveniente dal mondo pagano. L’élite ricca e

aristocratica attribuiva al “buonismo” cristiano, colpevole di aver indebolito i cuori, la causa di tutti i mali. L’accoglienza del cristianesimo, specialmente a Roma, era stato un suicidio politico disastroso. Infatti, l’amore non può rimpiazzare il potere, non può efficacemente governare, non può guidare gli eserciti alla vittoria. L’accusa era grave. Agostino accetta la sfida e va in profondità: l’amore non è un “additivo spirituale” che si può dosare a seconda delle circostanze, ma è la radice originaria di ogni dinamica relazionale, secondo la quale si costruiscono o si demoliscono le comunità umane, gli assetti sociali, le istituzioni delle città. Solo l’amore è la forza capace di produrre una tensione ordinata che conduca il popolo all’unità, alla concordia e alla pace. Per questo, un impero non cade perché l’amore ha indebolito il potere, ma perché l’amore stesso non lo sostiene più a sufficienza. L’impero romano, indebolito dalla corruzione e dai vizi, aveva smarrito quel legame comunitario profondo che si esprime come tensione concorde verso il bene comune, ed è per questo che è crollato.

In questa luce si può riconoscere nella storia, oggi più che mai, in questo mondo agguerrito, il punto di rottura tra concordia e discordia, tra ordine e disordine, tra pace e guerra. Agostino ci indica la via dell’amore, che è quella del Vangelo. Quel grande uomo che fu Abramo Lincoln, presidente americano, lo aveva capito. A chi gli rimproverava di eccessiva indulgenza verso i propri nemici politici, rispondeva: “Non distruggo io forse i miei nemici quando me li faccio amici?”.

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