LETTURE
Due voci della poesia ticinese: Morgantini e Allidi raccontano la vita tra dolore, memoria e rinascita
Armando Dadò editore arricchisce la collana Alea con due nuove raccolte: "Billa sole billa" e "Un più forte desiderare". Due percorsi poetici diversi, accomunati dalla ricerca di parole capaci di dare forma alle emozioni più profonde

Ci sono libri che chiedono tempo, attenzione, silenzio. E la poesia, forse più di ogni altra forma letteraria, invita a fermarsi, anche soltanto per qualche minuto, per ascoltare ciò che le parole raccontano e ciò che riescono a risvegliare dentro di noi. In un'epoca dominata dalla fretta, può essere un piccolo lusso, ma anche una necessità.

È con questo spirito che Armando Dadò editore propone due nuove raccolte nella collana Alea, dedicata alla poesia. Due autori ticinesi, Piergiorgio Morgantini e Oreste Allidi, due esperienze di vita e di scrittura differenti, accomunate dalla volontà di esplorare attraverso i versi la fragilità, gli affetti, la sofferenza e la capacità di ricominciare.

"Billa sole billa": la poesia delicata e profonda di Piergiorgio Morgantini

Il titolo nasce da un'immagine semplice e luminosa: un bambino di due anni che, sbucciando un mandarino, si rivolge al sole ripetendo "Billa sole billa". Quel bambino è il nipotino del poeta, al quale la raccolta è indirettamente dedicata. Originario di Chiasso, da molti anni residente nel Locarnese, Morgantini ha insegnato a lungo italiano e francese. Nella sua nuova opera accompagna il lettore attraverso esperienze intime e talvolta dolorose: i ricoveri ospedalieri, la morte di un figlio, i ricordi, l'amore, il rapporto tra parole e musica, fino alla presenza degli animali, compagni di viaggio nel breve percorso dell'esistenza. È una poesia che si presenta con delicatezza, apparentemente accessibile e accogliente, ma che dietro la semplicità del linguaggio custodisce interrogativi profondi. La luce evocata dal titolo convive così con le ombre della vita, senza cancellarle.

"Un più forte desiderare": l'esordio poetico di Oreste Allidi, originario di Ascona e trasferitosi da molti anni nel Mendrisiotto. La sua raccolta si articola in tredici sezioni, corrispondenti ad altrettanti passaggi difficili e delicati della propria esistenza. La sofferenza, la solitudine, la rieducazione dei disturbi del linguaggio, la necessità di rinunciare a progetti e aspettative trovano spazio in una scrittura che non nasconde la vulnerabilità. Ma accanto al dolore emerge progressivamente la possibilità di una rinascita, il desiderio di ritrovare serenità e slancio vitale. È proprio da questa tensione che nasce il titolo, Un più forte desiderare, un verso che diventa la chiave di lettura dell'intera opera. La scrittrice Anna Ruchat, autrice della postfazione, ha definito quella di Allidi una voce "assolutamente autentica e originale".

Il libro sarà presentato martedì 1° dicembre, alle 18.30, a LaFilanda di Mendrisio, alla presenza dell'autore e di Anna Ruchat.

Due libri, un invito a fermarsi

Pur muovendosi lungo percorsi differenti, le due raccolte condividono una convinzione: la poesia può dare voce a esperienze che spesso sfuggono al linguaggio quotidiano. Può custodire la memoria, raccontare il dolore senza retorica e restituire valore a gesti e sentimenti apparentemente piccoli.

Con queste nuove pubblicazioni, Dadò offre ai lettori due occasioni per avvicinarsi alla poesia contemporanea ticinese. E forse anche per riscoprire il piacere di una lettura che non chiede di correre verso l'ultima pagina, ma di sostare sulle parole.

I volumi sono acquistabili al prezzo di 20 franchi ciascuno ai seguenti link:

 

 

 

 

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