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29.11.2022 - 09:530

Brenno Martignoni: Emily Warren Roebling, la donna che completò il ponte di Brooklyn

Dopo la morte del marito Johann August e il grave incidente del figlio Washington, prese le redini dei cantieri di quello che diventerà uno dei simboli incontrastati di New York. Con sacrificio, dedizione e doti straordinarie

di Brenno Martignoni Polti

 

Emily Warren Roebling. Nata il 23 settembre 1843. Prima donna ingegnere. Capo tecnico del famoso Ponte. In acciaio. A New York. Sull’East River. Tra Manhattan e Brooklyn. Reso ancora più popolare, nel 1969, dalla gomma da masticare della Perfetti Van Melle. A lungo, incontrastato sospeso, più grande del mondo. La sua realizzazione avvolta da più anatemi. Misteriosa fonte di sventure per chi, di sesso maschile, vi pose mano. A cominciare dal progettista. Esperto in funi metalliche. Johann August Röbling. Ingegnere prussiano. Giunto negli Stati Uniti nel 1831. Fresco di studi alla Bauakademie di Berlino. Dove seguiva anche le lezioni del filosofo Hegel. Messe poi proficuamente in pratica con suo trattato sui concetti dell'universo. Nel 1867, Johann August, diede il via ai piani per il ponte di Brooklyn. A fine giugno 1869, sul bordo di un molo, per picchettare la costruzione, gli venne schiacciato un piede da un traghetto. Amputategli le dita dell’arto inferiore, rifiutò ulteriori trattamenti. Volle curarsi con la "terapia dell'acqua" (colata continua sulla ferita). Le condizioni peggiorarono. Fino a morire di tetano, 24 giorni dopo l'incidente. Era il 22 luglio 1869. A ruota. Gli subentra subito il figlio Washington. Tuttavia, anch’egli, a sua volta, colto da sventura. Irreversibile. Malattia da decompressione. Inguaribile. In tutto, 27,  a perdere la vita durante i lavori. Per lo più, embolie gassose. Conseguenti alle immersioni nelle camere di scavo. Nuova sostituzione. Immediata. A tutti gli effetti, la moglie Emily Warren Roebling. A 26 anni, assume così piena guida del cantiere. Complete responsabilità di un’opera monumentale. Seicento operai. Costi da capogiro. Un ruolo dirigenziale, all’epoca, in esclusiva agli uomini. Per lei, occasione unica e irripetibile. Di dimostrarsi valida professionista. Per i quattordici anni successivi, Emily si dedicò interamente all’impresa. Giorno e notte. Assorbita da qualsiasi competenza. Sempre sul posto. A risolvere questioni. Con ponderazione e equilibrio. Autentica trascinatrice. Trattò con politici, tecnici, concorrenti. Nel 1882, per l’incapacità cronica del marito, l'incarico venne messo in forse. Emily non si perse d’animo. Si adoperò con arguzia e abilità diplomatiche a difendere la posizione. Lo fece con abilità egregie. Tanto da ottenere il rinnovo del mandato. Portato felicemente a termine. Il 24 maggio 1883. Struttura mai vista prima. Emily, rimasta umile, si ritira con la famiglia a Trenton. Attiva in organizzazioni benefiche durante la guerra ispano-americana. E nel Board of Lady Managers. Numerosi i viaggi. Dalla regina Vittoria. All’incoronazione dello zar Nicola II di Russia. Riprese gli studi. Conseguì altra laurea. Giurisprudenza. Morì il 28 febbraio 1903 a 59 anni. Il marito, disabile, invece, le sopravvisse fino al 21 luglio 1926. All’età di 89 anni. Finalmente. Nel 1951. La posa di una targa sul ponte di Brooklyn. In giusta memoria. Alle doti straordinarie. Alla missione compiuta. Di Emily Warren Roebling. Pilastro di famiglia. Di suocero e di consorte. Johann August Röbling e Washington Roebling. Apogeo di leggendario tridente.

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