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30.09.2015 - 21:090
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

La verità di Lombardi. «Con Renzetti avevo problemi già da un po'»

Il centrocampista ha rescisso con i bianconeri e, assistito da Bentancur, è tornato a Wil. «Non sono stato cacciato da Lugano. Renzetti non voleva pagarmi delle cose. Però spero che la squadra si salvi».

WIL - «Ho firmato circa un'ora fa, un contratto fino a fine stagione". Sono le 18.30 circa e Sandro Lombardi inizia la sua nuova avventura a Wil, da dove era andato via quasi un anno fa per tentare l'avventura a Lugano. Ha rescisso il contratto coi bianconeri, e ci racconta i retroscena. Come mai hai lasciato Lugano? Evidentemente hanno influito le tensioni con Renzetti, vero? «Il rapporto fra me e Renzetti non era più di quello di una volta, diciamo così. Ci sono state delle decisioni difficili». Immagino tu ti riferisca alla partita di Coppa col Bellinzona, quando gli hai detto di pensare a fare il presidente. «Eravamo già da prima praticamente ai ferri corti, c'erano delle cose che non andavano. Lui non voleva rispettare il mio contratto e da lì è nato un battibecco. Non intendo dire che il Lugano non mi ha pagato, c'era una cosa che lui non voleva pagarmi, punto. Il diverbio era in corso da un po', prima della sfida al Bellinzona». Ciò che hai affermato in quel momento lo pensi sul serio o era dettato dalla circostanza? «Ho risposto in quel modo perché ritengo che il presidente possa fare ciò che vuole, è giusto che chi paga possa farlo. Ho reagito perché è venuto direttamente da me, si vede anche dalle immagini puntandomi il dito in faccia e dicendomi delle cose che non mi andavano bene e che mi hanno spinto a rispondere. Tutti in quella partita non abbiamo brillato, lui si è avvicinato a me poiché riteneva che non inseguissi il giocatore avversario. È il mister eventualmente a dovermelo dire». Poi come si è arrivati alla rottura? La rescissione è stata consensuale o sei stato cacciato? «Mi ha cacciato in modo indiretto, mi ha fatto capire che non voleva che rimanessi al Lugano, in un modo o nell'altro. Non mi ha punito, alla fine ho scelto io di andare via perché rimanere in una società col cui presidente hai un rapporto così brutto non andava bene, anche se il mister credeva in me e mi ha fatto giocare. Renzetti ha detto che giocavo perché non c'erano alternative? Lo dice lui, bisogna sentire il mister». Torni a Wil dopo neppure un anno, sei pentito di aver scelto il Lugano? «Sono contentissimo di questa esperienza, se penso all'anno scorso e a quello che abbiamo fatto col gruppo ritengo che sia stato bellissimo ottenere la promozione dopo 13 anni. Non mi sono pentito un solo secondo, anzi ringrazio i tifosi e tutta la gente che ho conosciuto in Ticino, che mi è stata sempre vicina. I problemi di spogliatoio dello scorso anno con Bordoli? Sono questioni passate, non parliamone più. È stato un periodo duro, in effetti, quello della mia permanenza, ma ce l'abbiamo fatta, e questo mostra che cosa può voler dire la forza del gruppo». Torni nella squadra che avevi lasciato, il Wil. Come è nata la trattativa? «Loro mi hanno cercato già prima, poi mi hanno ricontattato dopo quanto successo a Lugano, e quando una società punta così su di te ci rifletti. Qui mi sento a casa, e avrei dato la priorità al Wil. Spero di far bene, ci sono ambizioni di tornare in Super League. È una nuova esperienza in Challenge League anche per me e riparto da qui». Ad assisterti nella firma del contratto ci sono stati Pablo Bentancur e il suo collaboratore Alessandro Grigoletto. Un ulteriore "dispetto" a Renzetti dopo i problemi fra loro? «Bentancur è il mio procuratore, nei momenti difficili mi è stato vicino e lo ringrazio. Quando le cose vanno bene non lo sento, adesso che ne avevo bisogno chiamava ogni giorno. Lui e Renzetti non andavano d'accordo da molto tempo, non solo ultimamente, ma io non c'entravo. Penalizzato dal Lugano per questo? Non lo so, io facevo il mio, ciò che accadeva fra loro non mi riguardava». Il Lugano si salverà? «Spero tanto di sì, per i ragazzi che stanno lavorando così duramente ogni giorno e se lo meritano e per la piazza che è da Super League».
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