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Sport
21.10.2015 - 22:340
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Ecco Camolese. «C'è equilibrio, la differenza la fanno i dettagli»

Il Chiasso ha presentato il nuovo allenatore. «In tre giorni non potrò stravolgere nulla, la priorità è pensare al Wohlen. Mercato? Prima voglio conoscere la squadra, e tutti devono sentirsi parte del progetto»

CHIASSO - Un nuovo corso, per sognare in grande. Giancarlo Camolese qualche mese fa disse no al Chiasso, perché, come spiega, «in quel momento ci voleva qualcuno che conoscesse il campionato: vanno fatte scelte non solo per avere un contratto, ma che siano anche logiche»: arrivò Schällibaum, salvò i rossoblù. Il suo addio è storia di pochi giorni fa, come l'arrivo di Camolese. Oggi il nuovo tecnico è stato presentato alla stampa. «Sono il ds più felice del mondo», ha dichiarato Fabio Galante, che da Camolese è stato allenato. La dirigenza, rappresentata da Antonio Cogliandro, fa spallucce di fronte al qualche critica della stampa su un altro tecnico italiano, convinta di aver scelto il meglio, e disposta, se sarà il caso, a fare altri investimenti a gennaio. Camolese, giacca e cravatta sopra un paio di jeans, si è presentato con spontaneità e gentilezza, con una parola per tutti coloro che, alla fine, lo incalzavano con domande di vario tipo. «È un onore essere in un club con 110 anni di storia. Mario Persichino ha trovato le parole giuste per coinvolgermi e convincermi, ho capito e condivido le ambizioni del Chiasso: per raggiungerle bisognerà lavorare molto». Mister, la squadra ha vissuto una settimana particolare, che impressione le hanno fatto i giocatori e come intende lavorare? «Li ho visti diverse volte dalla tribuna, ma ovviamente è diverso che lavorare con loro tatticamente, tecnicamente e psicologicamente. Sono una squadra organizzata, che nella prima parte di torneo ha fatto sognare, bisognerà tornare quelli di quel periodo. Lunedì pareggiando a Bienne hanno dato una prova di compattezza. Li guardavo, oggi, quando li ho conosciuti: ci sono italiani, svizzeri, argentini, uruguaiani, dobbiamo unire le diverse culture calcistiche per il bene del Chiasso. Ora devono concentrarsi sul Wohlen, un allenatore non deve stravolgere tutto ma semmai aggiungere qualcosa». Lei non conosce il campionato svizzero, ed è fermo da un po', possono essere ostacoli? «Pur non avendo allenato per un periodo non ho mai abbandonato il calcio, ampliando i miei orizzonti. Ho tanta voglia e tanta adrenalina! Questo campionato è molto equilibrato, la differenza fra la vittoria e la sconfitta è data spesso da un dettaglio, ed è qualcosa che mi stuzzica parecchio, così come conoscere le avversarie e gli stadi. È la prima prima esperienza all'estero, e voglio rimanere a Chiasso il tempo necessario di rispondere a una conferenza stampa in tedesco...» Che tipo di calcio è quello di Camolese? «Amo giocare con le tre punte, e su questo mi sembra che il Chiasso sia adatto. Poi, avendo preso spesso squadre in corsa con situazioni difficili, ho imparato ad adattarmi. Col tempo, impareremo diversi moduli e si potrà cambiare pelle durante la partita, se servirà. Le difficoltà non mi spaventano, le affronterò con lo staff tecnico, i giocatori e la società, tutte persone di livello. Per quanto riguarda la rosa, mi do tempo le sei partite che mancano alla pausa per conoscere chi ho a disposizione. Ognuno deve sentirsi parte del progetto». Foto: profilo ufficiale del FC Chiasso
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