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Valencia
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Rb Leipzig
 
20.02.2020
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Cfr 1907 Cluj
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23.02.2020
Super League
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Servette
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Sion
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Challenge League
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SC Kriens
Serie A
Genoa
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0-1
Lazio
Verona
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fine
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Sassuolo
Roma
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fine
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Lecce
Inter
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fine
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25.02.2020
Champions UEFA
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Sport
06.11.2015 - 16:000
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Schällibaum, «Chiasso, è stata dura lasciarti. Sono sempre la stessa persona»

Domani Marco Schällibaum si ritroverà di fronte il suo passato recente, e ci racconta i suoi sentimenti verso la squadra rossoblù. «Capisco di averli delusi ma non ho fatto nulla di male. Per una volta ho deciso per me e non per gli altri»

AARAU - Il passato non si dimentica in poche settimane. Marco Schällibaum, domani, quando da avversario rivedrà i ragazzi del suo Chiasso, quelli che allenava sino a poco fa, certamente avrà il cuore in gola. Otto mesi bellissimi, li definisce, con una salvezza miracolosa, un inizio da sogno, le lusinghe da parte di compagini di Super League, i risultati che iniziavano a non arrivare e poi quell'addio, per andare ad allenare l'Aarau, per molti inspiegabile. Alla viglia di una gara, Aarau-Chiasso appunto, che non sarà come le altre, abbiamo ripercorso con lui le ultime settimane. Mister Schällibau, come ha vissuto questi giorni? «Sono un professionista e preparo la partita come le altre. Sicuramente però sarà particolare, sono stato con ragazzi che affronterò domani per otto mesi, un bel periodo con ottimi risultati. Eravamo molto uniti... Dobbiamo lasciare da arate le emozioni, in quei 93' devo essere concentrato per l'Aarau. Li incontrerò probabilmente prima della partita, io sono sempre la stessa persona con cui hanno svolto un buon lavoro, so che mi rispettano». È riuscito a salutarli, almeno telefonicamente (c'era stata polemica perché la società aveva scelto di non far andare l'ex tecnico in spogliatoio a salutare la squadra, ndr)? «Sì, non potevo andare in spogliatoio ma ci siamo sentiti per telefono e sms, i riscontri sono stati positivi. Spero ci si saluti da uomini veri. Fra noi c'era affetto profondo, ho avuto una rosa eccezionale con cui ho vissuto dei bei momenti che non puoi dimenticare. Mi hanno perdonato? Si tratta di decisioni che si prendono nella vita, alcune sono facili altre meno, lasciare questo gruppo non lo era. Hanno capito che la mia scelta era a livello familiare, e non contro di loro, assolutamente. Mi ha fatto male partire, d'altronde fa parte della vita». Torniamo ai giorni in cui ha dovuto scegliere se rimanere o no, come li ricorda? «Li ho vissuti molto male. Le decisioni prese sinora nella mia vita erano state per qualcuno, adesso ho fatto una scelta per me. Quei tre-quattro giorni sono stati difficili, ho deluso delle persone e lo sapevo. Non era facile. Se non fosse arrivato l'Aarau, sarei rimasto, l'ambiente con i dirigenti era positivo, non c'erano problemi, poi è arrivata questa opportunità e ho deciso, però non è vero che non mi piaceva più». Si era parlato di screzi con i dirigenti, lo smentisce definitivamente? «Assolutamente non ce n'erano. Non ho più sentito nessuno di loro, sono delusi e probabilmente anche arrabbiati con me, d'altronde lo sapevo. Devo accettare queste reazioni, prima non ci sono mai stati problemi. Sono sempre la stessa persona che ha vissuto con loro questi otto mesi, non puoi rinnegare tutto perché una persona ha fatto una scelta. Mi auguro che ci sarà il rispetto verso la persona di Marco, che non è cambiata, come io ce l'ho con loro. Se mi salutano, posso andare a testa alta, ho fatto qualcosa che non piaceva a tutti ma nulla di male. Se ci incrociamo, sono pronto a sorrider loro e guardarli negli occhi, posso farlo senza problemi». Immaginiamo che segua ancora la sua ex squadra. Conosce Camolese, e che opinione ha di lui? «Come allenatore ha raggiunto livelli molto alti, e sicuramente ha delle qualità come chiunque. Su come lavora con la squadra non posso dire nulla, non lo conosco, però è un buon allenatore. La squadra continua il momento un po'negativo, in un campionato molto equilibrato. Lavorano per vincere e spero domani che saremo più bravi noi, per fare la differenza e vincere...». Appunto, il suo Aarau. Partito certamente con ambizioni di alta classifica, si ritrova in fondo. «Adesso non parlo più di obiettivi ambiziosi, la priorità è uscire il più in fretta possibile da queste posizioni. Dobbiamo fare più punti possibile in queste partite che mancano, poi da gennaio sarà un'altra stagione».
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