Sport
12.01.2016 - 22:570
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Patrick Rossini, «ad Aarau non voglio andare in prestito. E il Chiasso...»

L'attaccante bianconero è disposto a spostarsi ad Aarau solo per un trasferimento definitivo. Per sei mesi, Chiasso sarebbe una soluzione gradita

LUGANO - Poche ore per decidere il proprio destino. Patrick Rossini è in bilico fra Chiasso e Aarau. Viene dato da molti come sicuro ad Aarau, ma come ci spiega, ha posto le sue condizioni, e la pista Chiasso non è del tutto tramontata. Com'è la tua situazione al momento? «Un prestito lo accetto per andare a Chiasso, mentre non mi sta bene per trasferirmi all'Aarau. Vorrebbe dire spostare la famiglia per sei mesi (ha due bambini piccoli, ndr) e alle stesse condizioni con cui sono a Lugano non mi va. Se le condizioni sono le stesse, preferisco Chiasso: c'è un forte interesse della società, conosco la squadra. Sul tavolo ci sono tante cose. Ad Aarau andrei solo se posso migliorare, devo pensare al mio lavoro e massimizzare la mia carriera». Parlando solo di progetto, facendo astrazione da questi ragionamenti, che opzione preferiresti? «Se ti devo parlare a livello di quanto discusso a casa dico Chiasso, dove conosco l'ambiente e le persone, magnifiche, e tanti giocatori». Dunque, ad Aarau andresti solo se acquistassero il tuo cartellino? «Esatto. La mia idea sarebbe, se scegliessi Aarau, di firmare per due anni e mezzo. Ma devono dimostrare di volermi davvero, altrimenti non se ne fa nulla. Il Lugano mi lascerebbe partire a parametro zero, se loro hanno del vero interesse devono essere disposti a investire. Non parlo di cifre astronomiche, ma voglio una sicurezza, anche psicologica. Dal Chiasso questa prova di fiducia ce l'ho già, conosco lo sforzo ingente che avrebbero fatto per avermi. Per l'Aarau potrei essere la soluzione più semplice: mi prendono in prestito, faccio un certo numero di gol e poi a giugno ci diciamo arrivederci. Non è ciò che voglio io, non devo dimostrare adesso di saper far gol in Challenge League, li ho sempre fatti ed ho esperienza». Parli solo di Aarau e Chiasso, escludi dunque al 100% di restare a Lugano? «Non sono io che lo escludo, lo hanno fatto loro. Mi sarebbe piaciuto rimanere qui, conosco l'ambiente e mi piace, siamo in Super League. Non so se sia un discorso solo tecnico o anche finanziario, sono questioni che in fondo non mi devono interessare». Hai fatto sempre benissimo in Challenge League, mentre in Super League non hai mai sfondato davvero, sei d'accordo? «A Zurigo ho giocato una sessantina di minuti, non ho avuto la possibilità poiché ho avuto la sfortuna di essere chiusi da calciatori come Etoundi, Chiumiento, Chikhaoui, Chermiti. Per quanto riguarda il Lugano, mi assumo le mie responsabilità: non sono riuscito a dare quanto volevo, però mi sono tolto le mie soddisfazioni, segnando quattro gol in Super League». Il caso premi ha condizionato la tua avventura in bianconero, facendo pendere la bilancia verso il negativo? «Di sicuro non mi ha aiutato, non ero mai lucido e non ho mai potuto lavorare e pensare solo al calcio. Un metodo di gioco come quello di Zeman è bellissimo ma richiede tanto lavoro, e se non sei lucido e al 100% fai fatica. Ho avuto comunque le mie occasioni e ho sbagliato dei gol che dovevo fare, potevo dare di più e mi assumo le colpe». Scegliendo Aarau, lo faresti con l'obiettivo, nei prossimi anni, di tornare nella massima categoria? Se vado lì, è per un progetto a lungo termine con l'obiettivo di tornare il più presto possibile in Super League. Vado via dal Ticino per migliorarmi, dal livello sportivo e non solo. Entro domani a mezzogiorno voglio una risposta, se non arriva è finita». Quindi, se domani l'Aarau non ti chiama, tu vai a Chiasso. «Io vado all'allenamento del Lugano, poi non so se a Chiasso c'è ancora interesse o se il Lugano vuole ancora mandarmi lì. Bellotti comunque conosce la mia situazione. Il Lugano lascia che sia io a decidere, ma deve comunque darmi il via libera qualsiasi scelta faccia». Una decisione dunque non facile per il bomber bianconero, con tanti fattori in gioco. Ricapitolando: vuole fiducia, e dal Chiasso, soluzione che appare gradire, ha avuto dimostrazioni. Quelle che desidera anche dall'Aarau, il cui tentennamento non lo fa felice. Entro domani vuole sapere se Ponte e Schällibaum sono disposti a investire su di lui a lungo termine. Fra poche ore anche i tifosi del Chiasso sapranno se poter sperare ancora di vedere con la propria maglia un attaccante che farebbe comodo a Camolese.

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