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17.02.2016 - 14:280
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

«Le prestazioni ci sono. Non ho mai detto di volere 12 giocatori nuovi»

Giancarlo Camolese analizza il momento del suo Chiasso. «Giochiamo ma non facciamo punti, questo ci infastidisce. Ora sono tutte decisive»

CHIASSO - Un Chiasso in crisi di risultati, di gioco... a metà. Al Riva IV, dopo due sconfitte e l'ultimo posto, c'è la consapevolezza che le prove d'appello stanno finendo, e come ha detto Dragan Mihajlovic al sito ufficiale della società, «se pensiamo che la situazione si potrà risolvere tra due, tre o cinque giornate abbiamo già sbagliato». Dopo 14 partite senza vittorie, occorre cambiare il trend. Ne abbiamo parlato col tecnico Giancarlo Camolese Mister, possiamo parlare di crisi? «Sicuramente non stiamo vivendo un bel momento sotto il profilo dei risultati, anche se le prestazioni ci sono state e non sono bastate. Questa è la cosa che ci dà più fastidio». Se le prestazioni ci sono, che cosa bisogna fare per uscire da questa impasse? «Si deve moltiplicare l'attenzione, crederci ancora di più, non concedere assolutamente niente agli avversari, cercare di essere ancor più attenti e concentrati di quanto siamo stati sinora, dato che evidentemente non è stato sufficiente. I ragazzi li vedo allenarsi bene, con la giusta intensità. Noi tutti vogliamo trovare una bella vittoria perché sappiamo che stiamo lavorando, e quando si vince siamo tutti gratificati. Mi aspetto sempre di conquistare punti quando scendiamo in campo, poi però bisogna fare i conti con gli avversari e con un po' di sfortuna che qualche volta che ha penalizzato più di quanto meritassimo». Quando arrivò, disse che la sua squadra si sarebbe visto da gennaio in poi. Questo è dunque il Chiasso di Camolese? «Ho sempre detto che il Chiasso è dei suoi tifosi, di tutti quelli che ci lavorano. Qui c'era un progetto ed io vi sono andato dietro, perché quando le squadre sono costruire in un certo modo stravolgerle e cambiarle non è la cosa più indicata. La scelta è stata di potenziare ciò che c'era, cercando di aggiungere qualcosa. Un allenatore ha la sua squadra quando può programmare da inizio stagione, quando si entra in corsa si cerca di modificare il modificabile, tenendo fermo quanto di positivo c'è». C'è stata una polemica legata a una sua presunta dichiarazione in cui diceva di volere 12 giocatori nuovi. L'ha detto davvero? «Assolutamente no, è stata una battuta di Fabio Galante ad una domanda di un giornalista. Ha detto che come tutti gli allenatori anche Camolese vorrebbe Messi e Cristiano Ronaldo, è già stato chiarito. Ho sempre sostenuto, e non ho difficoltà a ribadirlo, che avevamo tre posti in contingente e abbiamo cercato di sfruttarli inserendo giocatori con caratteristiche diverse da quelle che c'erano già. Questo è il virgolettato di Camolese». Forse, prendendo il posto di Schällibaum, non si aspettava un campionato così difficile, è vero? «Quando si subentra non si sa mai esattamente cosa si trova, soprattutto in una situazione come quella di quest'anno (con l'addio di Schällibaum, ndr). Ho affermato più volte di essere contento di essere qui a Chiasso e di star facendo questa esperienza che mi sta insegnando cose nuove. Dal mio punto di vista sono felice di essere qui e farò di tutto per rimanerci il più a lungo possibile». Col Wohlen è già decisiva? «Sono sedici partite tutte decisive, col Wohlen è una di quelle. Si gioca sempre per la maglia che si indossa, per la società che ci ha dato fiducia, e vale per me come per i giocatori». Prima della sfida interna con l'Aarau vi è stato il caso Monighetti, con la rissa al Rabadan. «Non ci ha condizionato, perché tutti noi conosciamo Michele vedendolo tutti i giorni. Ha sbagliato, pagherà quel che deve poi la vita va avanti, dunque lo riabbracciamo, siamo contenti che sia qui con noi e che sia tornato a dare una mano al Chiasso. Vedremo se giocherà già col Wohlen, sono cose che vanno metabolizzate e digerite, sicuramente è un ragazzo positivo e ci darà il suo contributo in questa stagione».
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