Svizzera
07.09.2015 - 21:000
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

RSI, «possibili tagli all'offerta di programmi e licenziamenti»

LA SSR sarà costretta a risparmiare 40 milioni, di cui 5,5 toccheranno alla RSI. Maurizio Canetta: «Siamo di fronte a un esercizio complesso e complicato, ma non siamo alla paralisi dell'azienda»

BERNA/COMANO - Sono tempi duri per la SSR e dunque anche per la RSI. Già quest'anno l'azienda, causa la diminuzione delle entrate pubblicitarie, era stata costretta a tagliare le spese per 20 milioni, ma non è bastato: la decisione del Tribunale federale di non far più versare l'IVA a chi è soggetto al canone, che costringe la SSR a pagare l'imposta con mezzi propri, e la legge federale sulla Radiotelevisione, votata da poco, che prevede che una parte maggiore della quota parte di tassa d ricezione destinata alla televisioni private salga al 6%, ridurranno il budget annuale di 40 milioni di franchi. Nello specifico, SRF dovrà tagliare 12 milioni, RTS 600mila franchi e la RSI 5,5 milioni, oltre ai 200mila franchi di Swssinfo. Cosa significherà tutto ciò per la RSI? Come detto, dovrà contribuire ai risparmi con tagli di 5,5 milioni, poco se confrontato al budget annuale di 230 milioni, tanto se si pensa che saranno tagli strutturali. Già nel comunicato diffuso oggi la SSR, per voce del direttore generale Roger de Weck, si era precisato come« prima di arrivare a dei licenziamenti, devono essere presi in considerazione pensionamenti anticipati o la non occupazione di posti vacanti». Lo stesso avverrà a Comano, con prepensionamenti e non sostituzione di chi lascerà l'azienda, e una possibile ripercussione anche sulla qualità dei programmi. Maurizio Canetta a Liberatv ha affermato di trovarsi di fronte al momento più difficile dei 40 anni che ha vissuto in RSI. «Dobbiamo affrontare la situazione con lucidità ed equilibrio, senza isterie e senza timori. Aggiungo una cosa: non deve assolutamente passare il messaggio che siamo alla paralisi dell’azienda. Dovremo impegnarci tutti per mantenere progettualità e qualità». Che non sono esclusi licenziamenti, lo ha fatto intendere chiaramente in una lettera inviata ai collaboratori, in cui si legge che «siamo all'inizio di un esercizio complesso e delicato, che rischia, questa volta, di toccare parti sensibili dell'Azienda come l'offerta di programmi e i posti di lavoro».
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