Svizzera
14.10.2015 - 11:560
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Ginevra, la clausola non piace. Per Vitta è una ripicca

Quando il Consigliere di Stato aveva presentato la clausola di salvaguardia per il mercato del lavoro a Berna, sembravano tutti contenti. Ora da Ginevra dicono che «servirebbero 26 soluzioni diverse». Vitta non si scoraggia. «Andiamo avanti»

BELLINZONA - Quando Christian Vitta l'aveva presentata a Berna ai colleghi ministri delle finanze, l'idea della clausola di salvaguardia per il mercato del lavoro, che il professor Ambühl sta studiando, pareva entusiasmare tutti. Qualche settimana dopo, invece, sono giunte le prime critiche, soprattutto dal Canton Ginevra, altro cantone di frontiera, che non vede perché il Ticino debba avere condizioni particolari. Sul Corriere del Ticino, il Consigliere di Stato ginevrino François Longchamp ha detto che «la clausola di salvaguardia «può anche essere un'opzione per risolvere le preoccupazioni del Ticino, ma non apporta alcun aiuto per la risoluzione del nuovo articolo costituzionale. Nel nuovo articolo costituzionale sta scritto che bisogna tenere conto dei bisogni dell'economia" afferma il consigliere di Stato ginevrino. Il problema è che ogni cantone ha le sue necessità: bisognerebbe trovare 26 soluzioni per almeno 26 situazioni diverse». Non si è fatta attendere la replica di Vitta, ai microfoni di Radio 3iii. «Che la proposta ticinese non facesse l'unanimità di tutti i cantoni era scontato Mi sembra anche di percepire, dalle parole espresse nelle interviste, una certa forma di ripicca nei confronti del Cantone Ticino per il voto espresso il 9 febbraio, che è stato determinante a favore dell'iniziativa contro l'immigrazione di massa». In effetti, Longchamp nella sua intervista aveva sottolineato come il voto ticinese era stato decisivo per la riuscita dell'iniziativa UDC. Vitta però non molla. «Noi andiamo avanti con lo studio. Siamo ancora soddisfatti della riunione di Berna e il fatto stesso che se ne stia parlando a livello nazionale è già un primo successo».
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