Svizzera
11.03.2016 - 16:180
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Mafia, il Consiglio di Stato sottovaluta il problema?

Gratteri ha parlato di un fenomeno radicato in Ticino, mentre il Governo, in risposta a un'interrogazione, aveva affermato che è tutto sotto controllo. Ma vi è consapevolezza del problema?

BELLINZONA - Le dichiarazioni del procuratore aggiunto della Procura Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria Nicola Gratteri ieri sul nostro portale (leggi qui) fanno riflettere: a suo dire, la mafia è presente in Svizzera da almeno 30 anni, con la consapevolezza degli imprenditori che ne traggono guadagno, ed è ben radicata anche in Ticino. Gratteri è una persona che conosce bene la 'ndrangheta, operativo a stanare i nuclei di malavita di Reggio Calabria, è Presidente della commissione per l'elaborazione di proposte normative in tema di lotta alle mafie, consigliere della Commissione parlamentare antimafia, e a un certo punto si faceva il suo nome come Ministro della Giustizia del governo Renzi. E alla domanda riguardo il Ticino, ha risposto sicuro e convinto: «forte presenza e radicamento della 'ndrangheta». Nel nostro Cantone, in Ticino. Il Consiglio di Stato, un paio di mesi fa, in risposta a un'interrogazione dei liberali Natalia Ferrara Micocci e Paolo Pagnamenta in merito al radicamento delle mafie in Ticino, aveva invece detto che era tutto sotto controllo. «La situazione non è tale da destare preoccupazione, né vi sono elementi che fanno pensare a un'infiltrazione di tali organizzazioni nei meccanismi istituzionali», si leggeva nel documento. Veniva precisato come la vicinanza con l'Italia avesse fatto sì che ci sia un controllo di persone in entrata, in particolar modo in campo finanziario, e che vi era stato un controllo capillare degli esercizi pubblici alla ricerca di "locali di mafia". Gratteri, su precisa domanda, ha affermato che i mafiosi sono sia presenti in Ticino sia provenienti dalla Lombardia. Dunque, di fronte alle risposte di qualcuno che conosce perfettamente il fenomeno, il Governo cantonale pare non essere sufficientemente a conoscenza del problema. Il problema è stato sottovalutato? Vi sono gli strumenti atti a combattere un fenomeno che Gratteri dà per acquisito? Il Consiglio di Stato aveva detto a Ferrara Micocci e a Pagnamenta che in ambito cantonale vengono effettuati controlli legati ad alcuni fenomeni della criminalità organizzata quali spaccio di sostanze stupefacenti, reati contro il patrimonio, prostituzione, reati contro l'integrità e che le competenze in merito alla malavita organizzata sono principalmente della Confederazione. Ma è sufficiente ciò che si fa? E nell'intervista si è parlato solamente di 'ndrangheta, così come nell'interrogazione dei due deputati liberali, dunque non considerando fenomeni quali le mafie dell'Est. «Non c'è soltanto la mafia italiana in Svizzera. C'è la mafia dell'est, ci sono le mafie balcaniche, che vedono alcuni Paesi, per esempio la Svizzera, come una base logistica», ha dichiarato proprio ieri alla RSI il procuratore generale di Palermo, Roberto Scarpinato. Pericolo sottovalutato, quindi? Urge trovare risposte, prima che il radicamento diventi qualcosa di definitivo, ben difficile da combattere.
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