Svizzera
06.07.2020 - 10:250

Due svizzeri accusati di aver provato a unirsi all'IS! Uno dei due ha indottrinato l'altro (e non solo)

Si tratta di un cittadino svizzero-tunisino e di un cittadino svizzero domiciliati nella Svizzera romanda, hanno cercato di recarsi nella zona di conflitto siro-irachena nel 2016. Arrestati, sono stati messi in carcerazione preventiva a Zurigo

BERNA - Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) promuove l'accusa dinanzi al Tribunale penale federale nei confronti di un cittadino svizzero-tunisino e di un cittadino svizzero domiciliati nella Svizzera romanda. Agli imputati si contesta di aver tentato di entrare nel territorio dell'organizzazione terroristica «Stato islamico (IS)» nella zona di conflitto siro-irachena per arruolarsi nell'IS. Il cittadino svizzero-tunisino è anche accusato di aver reclutato due membri per l'IS, tra cui il cittadino svizzero coimputato.

 Agli imputati si contesta di aver violato la legge federale del 12 dicembre 2014 che vieta i gruppi «Al-Qaïda» e «Stato islamico» nonché le organizzazioni associate (RS 122). Il MPC ha avviato il procedimento penale nel febbraio 2016. Entrambi gli imputati sono stati arrestati e posti in carcerazione preventiva all'aeroporto di Zurigo nel 2016 al loro rientro in Svizzera dalla Turchia; il cittadino svizzero nel giugno 2016 e il cittadino svizzero-tunisino nell'agosto 2016. Entrambi sono stati successivamente rilasciati a condizione che fossero adottate misure sostitutive (art. 237 del Codice di procedura penale).  

Secondo l'atto d'accusa, il cittadino svizzero-tunisino ha lasciato la Svizzera per recarsi in Turchia nell'ottobre 2015 e il cittadino svizzero nel dicembre 2015, allo scopo di entrare in Siria e unirsi all'IS nella zona di conflitto siro-irachena.

Prima della partenza, gli imputati si erano identificati con l'ideologia dell'IS ed erano in contatto con altre persone radicalizzate. Entrambi gli imputati hanno partecipato, in Svizzera e in Francia, ad allenamenti di gruppo per prepararsi fisicamente ad entrare a far parte dell'IS nella zona di conflitto siro-irachena.

In Turchia, gli imputati hanno beneficiato del supporto logistico e della consulenza della rete IS. Hanno infatti potuto usufruire, tra gli altri, di un rifugio dell'IS per il loro soggiorno in Turchia, hanno ricevuto le coordinate di un passatore e hanno ottenuto documenti falsi. Inoltre, il cittadino svizzero-tunisino ha ricevuto dagli intermediari dell'IS l'autorizzazione di entrare nel territorio dell'IS per entrambi gli imputati. Agli imputati si contesta inoltre di aver sostenuto finanziariamente l'IS durante il loro soggiorno in Turchia.

Le autorità turche hanno infine impedito agli imputati di proseguire il loro viaggio verso la Siria e successivamente li hanno espulsi in Svizzera, dove sono stati arrestati e posti in carcerazione preventiva.

L'imputato di nazionalità svizzera-tunisina è anche accusato di aver indottrinato l'imputato svizzero, nel senso dell'ideologia dell'IS, e di averlo sostenuto dal punto di vista logistico nell'iter di integrazione nell'IS. Secondo l'atto d'accusa, lo ha presentato e integrato a un gruppo di individui radicalizzati. Inoltre, lo ha integrato nel gruppo che ha condotto la preparazione fisica all'IS. Lo ha anche sostenuto nel suo viaggio dalla Svizzera alla Turchia, dandogli consigli e presentandogli in Turchia una persona che ospitava le reclute dell'IS fino al loro attraversamento del confine con la Siria e all'entrata nel territorio dell'IS.

All'imputato svizzero-tunisino si contesta di avere indottrinato una seconda persona e di averle fornito un supporto logistico per la sua integrazione nell'IS. Si tratta di un cittadino franco-tunisino nei confronti del quale il MPC sta anche conducendo un procedimento penale. Secondo l'atto d'accusa, è stato presentato dall'imputato svizzero-tunisino, tra l'altro, a un membro dell'IS condannato in Belgio che gli ha procurato documenti d'identità falsi per accedere all'IS. Il procedimento penale condotto dal MPC nei confronti del cittadino franco-tunisino è attualmente sospeso. Fedpol d'intesa con il MPC ha espulso l'imputato in Francia alla fine del 2017. Per eventuali domande sull'espulsione occorre rivolgersi a fedpol per motivi di competenza.

L'atto d'accusa documenta il perseguimento penale sistematico di tutte le persone che in Svizzera tentano di partecipare al terrorismo di stampo jihadista o che lo sostengono con mezzi di propaganda. Attualmente, il MPC conduce circa 70 procedimenti penali nell'ambito del terrorismo di stampo jihadista, principalmente per sospetta propaganda o reclutamento a favore di organizzazioni terroristiche, per il finanziamento di tali organizzazioni e nei confronti di viaggiatori con finalità jihadiste, compresi quellidi ritorno.

Come di consueto, il MPC annuncia le accuse penali in occasione dell'udienza principale dinanzi al Tribunale penale federale. Con la presentazione dell'atto d'accusa, la responsabilità procedurale e di comunicazione passa al Tribunale penale federale. Fino alla sentenza definitiva vale la presunzione di innocenza.

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