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22.02.2022 - 15:450

Travaglini: "Diciamo no alla guerra voluta dall'Occidente"

"La guerra è un passato lontano, quasi dimenticato. Vogliamo parlare di Pace, la stessa che per molti è sempre stata la normalità"

*Di Sébastien Travaglini

Con le recenti dichiarazioni di Putin e la tensione alle stelle in Europa dell’Est, noi vogliamo parlare di Pace, la pace che per molti è sempre stata la normalità mentre la guerra un passato lontano, quasi dimenticato.

Siamo nel XXI secolo: un secolo che ci avevano promesso libero dalla guerra e dalla violenza che avevano caratterizzato il secolo scorso; un mondo migliore e più giusto. La fine della Guerra Fredda, la dissoluzione dell’Unione Sovietica, l’imposizione del modello neoliberale su scala planetaria, “La fine della storia” come disse un famoso economista americano, dovevano dimostrarci che la via occidentale, la via capitalista, era l’unica via accettabile. Ma dietro questa rosea facciata, dietro questa martellante propaganda che ci sommerge giorno e notte, dietro queste bugie si può scorgere la realtà. In quella realtà il resto del mondo ha smesso di seguire le regole imposte dall’Occidente. Per loro, la storia non è mai finita. I paesi che hanno deciso di dire basta allo sfruttamento, basta alle regole stabilite dall’alta finanza, basta all’egemonia atlantica, basta all’imperialismo, sono diventati il nemico da sconfiggere e da distruggere. Mostri sanguinari, disumanizzati e incapaci di intendere o di volere. E quindi l’Occidente porta loro la sua violenza, il suo volere e la sua morale.

L’Occidente ha messo a ferro e fuoco il Medioriente, l’America Latina, l’Africa e l’Asia. Ha creato conflitti ed esacerbato divisioni nei Balcani. Ha suscitato odio e sofferenza in nome del sacrosanto Capitale e della crescita infinita. L’Impero statunitense, perché impero si può definire, non ha problemi a scatenare guerre dove l’aggrada. Non ha problemi a bombardare civili, a finanziare milizie fasciste o a sovvertire le democrazie altrui. E mentre esporta la sua violenza all’estero, ci mantiene, noi che abitiamo nel suo cuore, docili, sommergendoci di notizie volte a garantire il nostro consenso. Nei nostri media, ogni nostra guerra è giusta. Le sue aggressioni, in questo modo, perdono della loro barbarie per trasformarsi in missioni salvatrici, diventando un atto di clemenza, quasi magnanimo. L’Occidente dipinge il mondo pieno di ombre e si dichiara l’unica luce in grado di scacciarle.

Adesso, però, è l’intoccabile ed illuminata Europa ad essere minacciata dalla guerra sul suo proprio territorio. Una guerra che, almeno in apparenza, nessuno vorrebbe. A scatenarla, secondo i nostri media, sarebbe la Russia, il nemico storico dei popoli liberi e democratici. Ma la Russia non ha ancora mosso un dito. L’unica ad essersi mossa, in questi ultimi decenni, è la NATO che, paese dopo paese, è arrivata al confine orientale dell’Europa. Ed è proprio questo confine l’origine del conflitto nascente. L’Ucraina, che appunto in antico slavo significa “al confine”, è diventata il nuovo casus belli che potrebbe far sprofondare l’Europa nella guerra.

L’Ucraina è un paese dalla storia conflittuale, che l’ha visto dapprima parte dell’Unione Sovietica e successivamente repubblica autonoma in preda al capitalismo più selvaggio. L’imperialismo atlantico si impose immediatamente nei territori dell’ex-Patto di Varsavia e la popolazione si vide perdere quella sicurezza sociale che aveva considerato garantita fino al giorno prima, creando povertà e miseria mentre ricchi oligarchi assaporavano i benefici della libertà del mercato. Nel 2010, viene eletto Viktor Janukovyč che si guadagna il voto del popolo disperato. Le sue politiche che limitano l’influenza atlantica e il suo rifiuto di firmare il trattato di pre-adesione all’Unione Europea, lo rendono il nuovo nemico da abbattere. Nel 2014, un colpo di stato fomentato e finanziato dall’Occidente, aiutato da milizie neonaziste e nazionaliste, rovescia il governo e instaura politiche neoliberali, mette al bando il Partito Comunista, assassina uomini e donne di sinistra e impone leggi razziali rivolte alla popolazione russofona. Come risposta, diverse regioni a maggioranza russa, fanno secessione. Usato come mero strumento, il conflitto interno al paese, dovuto alle dichiarazioni di indipendenza della Repubblica Popolare di Donets’k e della Repubblica Popolare di Lugansk, viene propagandato come l’ennesima prova delle ingerenze russe in Ucraina, quando in realtà rappresenta le legittime rivendicazioni del popolo del Donbass. L’Occidente finanzia le truppe ucraine e neonaziste come il Battaglione Azov, con armi e munizioni, in nome della Pace ovviamente. Il motivo reale della continua escalation è da ritrovare nella volontà statunitense di frenare il lento declino della sua egemonia mondiale. L’incremento delle relazioni tra Russia e Cina, l’altro grande nemico dell’Occidente, e la dipendenza economica dell’Europa verso questi due paesi sono minacce che gli Stati Uniti d’America non possono sorvolare. Il paese guerrafondaio per eccellenza, aiutato dalla NATO, il suo braccio armato, non si fermerà davanti a nulla per riportare sotto il suo dominio ciò che considera suo: l’intero mondo.

Ma questo mondo sta cambiando in modo irreversibile. Le vecchie aree di influenza della Guerra Fredda stanno mutando, i loro confini svaniscono e l’unipolarismo atlantico è destinato a perdere per diventare una reliquia del passato. Perché in futuro osserveremo l’imperialismo con lo stesso disgusto che riserviamo alle peggiori nefandezze dell’umanità, ricordo di un’epoca brutale e primitiva. Perché il futuro è il multipolarismo e il socialismo, quello scientifico non utopico. Ma non possiamo permetterci di aspettare con le mani in mano. Il nostro compito è quello di opporci all’imperialismo, opporci alla NATO e costruire un fronte unito per la Pace. Per fare ciò è importante che noi, in quanto giovani, lottiamo per ottenere in Svizzera una reale sovranità ed indipendenza rispetto all’Unione Europea, creazione neoliberale irriformabile, e alla NATO, organizzazione antiquata reduce del secolo precedente. Quest’ultima è ben integrata nel nostro esercito, minando la nostra neutralità e, di conseguenza, la Pace. È per questo che è molto importante boicottare il servizio militare che, oltre ad essere uno strumento reazionario al servizio della nostra borghesia, viene usato come mezzo di propaganda per l’Alleanza Atlantica. L’esercito svizzero, oltre a mandare le nostre truppe in missioni della NATO, invia i nostri alti ufficiali a studiare nelle sue università militari, garantendo la loro lealtà e ubbidienza.

Noi vogliamo una Svizzera realmente neutrale, sovrana e attiva nella preservazione della Pace. Solo in questo modo, garantendo la nostra indipendenza, possiamo del resto essere realmente patrioti.

 

*Membro della Gioventù Comunista 

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