"Titoli di specialista, cliniche con denominazioni accattivanti e fatturazioni che, in alcuni casi, appaiono difficilmente giustificabili"

di Pierre Rusconi
In veste di presidente della Protezione Animali di Lugano e di proprietario di due pony, tre caprette e un cane da compagnia, mi sono trovato più volte a confrontarmi con un servizio veterinario che, in alcuni casi, ritengo poco trasparente. Non intendo generalizzare, ma mi è capitato di riscontrare differenze di fatturazione talmente marcate, a parità di prestazione, da lasciare davvero allibiti.
Nel settore regna un caos che va denunciato. Titoli di specialista, cliniche con denominazioni accattivanti e fatturazioni che, in alcuni casi, appaiono difficilmente giustificabili. Una situazione che, a mio avviso, è favorita da una regolamentazione insufficiente e da controlli altrettanto carenti.
In Ticino operano circa 285 veterinari, attivi a vario titolo, molti dei quali provenienti da fuori Cantone. Purtroppo, alcuni sembrano approfittare del forte legame affettivo che unisce i proprietari ai propri animali per applicare tariffe sproporzionate.
Credo sia giunto il momento che il Dipartimento della sanità e della socialità e il Servizio veterinario cantonale affrontino con decisione questa problematica e riportino maggiore ordine e trasparenza nel settore. La stampa sta già accendendo i riflettori sul tema e mi auguro che anche la politica faccia la propria parte.
I veterinari che lavorano con professionalità e correttezza non meritano di subire la concorrenza di chi opera senza adeguati riferimenti deontologici e con un approccio orientato esclusivamente al profitto.
Rivolgo quindi un appello al consigliere di Stato Raffaele De Rosa e al veterinario cantonale affinché si chinino su questa questione senza ulteriori indugi. In Ticino i detentori di animali sono oltre 100'000: meritano rispetto, trasparenza e correttezza, così come meritano rispetto l'amore e le cure che dedicano ogni giorno ai loro animali.