Tribuna
08.05.2016 - 12:050
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Asilo: una riforma che aggrava l’emergenza

di Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale, Lega dei Ticinesi

Il prossimo 5 giugno i cittadini svizzeri saranno chiamati ad esprimersi sull’ennesima riforma nel settore dell’asilo. Stante la situazione di “caos asilo” imperante in Europa, con l’arrivo in massa di migranti economici (giovani uomini che non scappano da alcuna guerra, forniti di vestiti alla moda e smartphone ultimo modello) una riforma sembrerebbe in effetti necessaria. Peccato che quella concepita da Simonetta Sommaruga, studiata e pensata per i periodi di calma, non porterebbe alcuna soluzione all’emergenza; semmai l’aggraverebbe. Per rendere appetibile la riforma ai cittadini, i suoi fautori tentano di spacciarla per un’accelerazione della procedura d’asilo. Purtroppo le cose stanno diversamente. In effetti le novità significative che si vorrebbero introdurre sono ben altre, e cioè 1) l’avvocato gratis per gli asilanti e 2) le espropriazioni facili – in spregio dei diritti dei cittadini, dei Cantoni e dei Comuni – per creare nuovi centri d’accoglienza. Sul primo punto. E’ evidente che l’avvocato è gratis per i migranti, ma non per il contribuente elvetico che pagherà il conto. A ciò si aggiunge che dell’assistenza giudiziaria gratuita senza condizioni non dispongono nemmeno i cittadini svizzeri. E’ evidente che tutti gli asilanti respinti approfitteranno delle nuove possibilità di presentare ricorso anche se le chance di vittoria sono pari a zero. Non perché ritengano di avere ragione, ma per guadagnare tempo. Come si possa in queste condizioni tentare di vendere la storiella dell’accelerazione delle procedure, rimane un mistero. Inoltre le procedure rapide hanno un senso se alla fine della procedura le persone che non hanno diritto di restare vengono anche espulse dalla Svizzera. Ma questo non accade. Tanto più che gli accordi di Dublino sono diventati lettera morta. Le cifre parlano chiaro: se nel 2012 su 11mila casi Dublino 4600 venivano effettivamente consegnati allo Stato competente (comunque meno della metà) lo scorso anno su 17'400 casi i rinvii erano precipitati a 2400. Parlare di accelerazione delle procedure quando le persone che non hanno diritto all’asilo, e questo è stato accertato, rimangono comunque in Svizzera, significa vendere fumo. Molto concreta – per quel che riguarda il secondo punto - è per contro l’intenzione del Consiglio federale di aumentare la capacità d’accoglienza in Svizzera tramite nuovi centri che verranno semplicemente imposti ai Cantoni, ai Comuni ed al vicinato, passando sopra ai loro diritti. Mentre gli altri paesi si sforzano di impedire l’accesso ai migranti economici, la Svizzera insiste nel fare il contrario. I muri eretti sulla via balcanica non faranno che rendere più appetibile quella mediterranea, su cui si trova il nostro Paese. Proprio per questo motivo, la vicina Austria costruirà una barriera sul Brennero, ed inoltre ha introdotto un tetto massimo di asilanti per il 2016: 37'500 e non uno di più. La proposta, formulata dalle file Udc, di inserire un tetto analogo nel programma di legislatura della Confederazione 2015 – 2019 è stata incomprensibilmente ritirata nel corso del dibattito tenutosi negli scorsi giorni. In Svizzera invece non solo Sommaruga rifiuta, per motivi ideologici, di sospendere l’applicazione degli accordi di Schengen, ma anche l’annunciato impiego dell’esercito “in caso d’emergenza” ha tutto il sentore della presa in giro: a parte che i requisiti per il ricorso all’esercito sono stati fissati in modo da tale da garantire con buona sicurezza che la mobilitazione ci sarà mai, il ruolo dell’esercito sarebbe più o meno quello di un comitato d'accoglienza. È evidente che la riforma dell’asilo su cui i cittadini saranno chiamati ad esprimersi ad inizio giugno pone di fatto le condizioni per aumentare in modo indiscriminato la capacità d’accoglienza della Svizzera. Non si tratta di impedire l’arrivo in Svizzera di chi non ha diritto all’asilo; si tratta di fargli posto. Il risultato del nuovo quadro legislativo sarebbe quello di far restare nel paese, a tempo indeterminato e a spese del contribuente, un numero sempre crescente di finti rifugiati: per l’85% sono, come detto, giovani uomini che non scappano da alcuna guerra e che provengono da entroterra culturali incompatibili con le nostre regole, con i nostri valori e con le nostre tradizioni. Persone non integrabili, la cui presenza massiccia non potrà che provocare gravi problemi sociali, economici e di ordine pubblico. La riforma in votazione, dunque, è inadatta a fornire soluzioni in tempi di “caos asilo”. Il 5 giugno, respingiamola. Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale, Lega dei Ticinesi
Potrebbe interessarti anche
© 2020 , All rights reserved