Tribuna
15.06.2016 - 17:020
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Iniziativa “Prima i nostri”. Diritti e non obiettivi

di Michela Delcò Petralli, Ccordinatrice dei Verdi

All’ordine del giorno della prossima seduta di Gran Consiglio figura anche l’iniziativa “prima i nostri” lanciata dall’UDC a cui la maggioranza commissionale ha opposto un controprogetto. I Verdi si sono sempre battuti per proteggere il mondo del lavoro dalle distorsioni create dall’Accordo di libera circolazione: dumping salariale ed esclusione dei residenti da una bella fetta dell’economia ticinese, a causa, tra l’altro, dei bassi salari offerti. Il principio di favorire i residenti nelle assunzioni è quindi condiviso dai Verdi, tanto è vero che il mio partito ha presentato diversi atti parlamentari che vanno in questo senso. Alcuni sono ancora inevasi, altri sono stati accolti, altri ancora bocciati dal Gran Consiglio, come la proposta di annunciare tutti i posti vacanti alla sezione del lavoro, bocciata dal Gran Consiglio poche settimane fa. Era ed è ancora un buon strumento per controllare i posti di lavoro offerti in Ticino, e le relative condizioni d’impiego, e per dare la possibilità ai residenti di concorrere al posto offerto. Ma su questo aspetto è giacente un'altra nostra iniziativa (questa del 2015) e si spera che questa volta verrà accolta. Sempre grazie ai Verdi nell’ambito amministrativo, nel settore socio-sanitario e nella nuova legge sull’AET è stata inserita la preferenza ai residenti disoccupati. Significa che a parità di qualifiche si dovrà assumere una persona residente senza lavoro. Infine, grazie al voto popolare, il diritto ad un salario dignitoso, oggetto di una nostra iniziativa, è ora ancorato nella Costituzione cantonale e si sta lavorando alla legge di applicazione. A parole, anche l’iniziativa UDC vuole proteggere il mondo del lavoro e inserire la precedenza dei residenti. Tuttavia i buoni propositi sembrano scontrarsi con la politica portata avanti dall’UDC a livello nazionale che si è opposta all’inasprimento delle misure di accompagnamento all’accordo di libera circolazione e, anzi, vorrebbe addirittura abolirle. L’iniziativa si scontra anche con la politica portata avanti dai deputati UDC in Gran Consiglio che si oppongono a qualsiasi misura atta a proteggere il mondo del lavoro. Del resto il testo dell’iniziativa UDC lascia perplessi e ci si chiede quali siano i veri scopi dei promotori. Infatti gli scopi principali dell’iniziativa sono stati inseriti fra gli obbiettivi sociali della nostra Costituzione cantonale. C’è una bella differenza tra obiettivi sociali e diritti sociali: gli obiettivi sociali hanno carattere declamatorio, sono delle linee guida a chi governa il paese, mentre i diritti sociali obbligano lo Stato a metterli in pratica tramite una legge d’applicazione. La preferenza alla manodopera residente non sarebbe quindi un diritto ma solo un obiettivo. È quindi inutile illudere i cittadini sull’attuazione del principio di preferenza. Tra l’iniziativa ed il controprogetto la preferenza va al secondo, che perlomeno dà una pulitura e una sistematica costituzionale alle proposte degli iniziativisti, anche se non tenta nemmeno di elevare a diritti sociali alcuni obiettivi contenuti nell’iniziativa. Declamatoria l’iniziativa, declamatorio il controprogetto. Tuttavia il controprogetto tenta almeno di dare un sostegno costituzionale alla clausola di salvaguardia proposta dal Cantone Ticino al Parlamento federale. E’ chiaro che senza l’applicazione incisiva della clausola di salvaguardia e senza l’applicazione del diritto ad un salario dignitoso, combinato alle altre misure proposte dal nostro gruppo ma anche da altri, tra cui citiamo l’MPS con l’iniziativa contro il dumping salariale, anch’essa al vaglio del Gran Consiglio, non sarà possibile favorire e proteggere i residenti! Per ora i Verdi del Ticino hanno proposto un emendamento al controprogetto per elevare al rango di diritto sociale almeno uno degli obiettivi dell’iniziativa – quello di proteggere le lavoratrici e i lavoratori dal dumping salariale. Vedremo ora la decisione del Parlamento. Michela Delcò Petralli, Ccordinatrice dei Verdi
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