Tribuna
27.04.2019 - 10:000

Ghiringhelli: "Per me l'incendio a Notre-Dame è di origine dolosa"

Il fondatore del Guastafeste analizza l'incendio della cattedrale di Notre-Dame: "L'esperimento con la trave di quercia dimostra l'infondatezza della tesi dell'incidente"

*Di Giorgio Ghiringhelli

Nell’articolo intitolato “Cattedrale di Notre Dame : colpito un simbolo della cristianità” pubblicato sul sito www.ilguastafeste.ch lo scorso 18 aprile, avevo spiegato, sulla base di fatti, documenti e ragionamenti, perché la pista dell’incidente subito indicata dalle autorità francesi per spiegare le ragioni dell’incendio fosse poco credibile, e perché fosse invece assai più plausibile la pista dell’attentato di matrice islamica.

Dopo alcune ricerche su internet sono in grado oggi di riportare alcuni altri interessanti documenti che sembrano supportare ulteriormente la tesi dell’atto doloso : una tesi che finora la nostra stampa, nel timore di dover ammettere che un atto doloso sarebbe quasi sicuramente di matrice islamica, ha preferito ignorare, sposando a priori la tesi ufficiale dell’incidente, assai più comoda. E’ pur vero che se fossimo in presenza di un attentato, mal si capirebbe perché finora lo stesso non è stato rivendicato. Ma forse è stato l’atto di un singolo individuo che, spaventato per le enormi conseguenze del suo gesto, ora è più preoccupato di sviare le indagini che non di vantarsi per l’”impresa” compiuta.

Un clamoroso precedente nella Settimana Santa del 2018

Nel mio precedente articolo avevo messo in rilievo lo strano silenzio della stampa europea contro gli attentati incendiari ed i vandalismi di ogni sorta che a ritmo praticamente giornaliero colpivano le chiese ed i simboli cristiani. Ed ecco un esempio molto interessante, che dopo quanto successo a Parigi assume un’importanza particolare. Circa un anno fa, alla cattedrale Notre Dame di Saint Omer, un Comune situato nel nord-est della Francia nel dipartimento del Passo di Calais, erano in corso alcuni lavori di ristrutturazione. 

Nella notte fra domenica 25 e lunedì 26 marzo, verso l’una, un gruppo di giovani si era arrampicato sui ponteggi posti lungo una parete dell’edificio salendo fino in cima allo stesso, a un’altezza di circa 50 metri. Qui, l’indomani, venne ritrovato un bidone di benzina e una tuta da operaio bruciata, non lontano dalla cabina di cantiere utilizzata dagli operai. La notizia era stata data dal giornale locale “La Voix du Nord” del 26 marzo 2018, con il titolo “Ils escaladent l’échaufaudage de la cattedrale pour mettre le feu” ( “Scalano l’impalcatura della cattedrale per darvi fuoco”). Secondo le dichiarazioni fatte al giornale da Frédéric Sablon (primo “adjoint” alla città di Saint-Omer e delegato alla sicurezza) "la benzina era colata lungo la cattedrale, annerendo la pietra". Evidentemente v’é da supporre che qualcosa sia andato storto e forse il bidone di benzina si era rovesciato impedendo al gruppo di giovani di mettere in atto il loro criminoso progetto.

Quel che colpisce di più non é il fatto che qualcuno abbia cercato di incendiare già un anno fa una cattedrale francese che porta lo stesso nome di quella incendiata a Parigi e che pure era in fase di ristrutturazione, bensì il fatto – rilevato finora solo dal sottoscritto – che l’attentato a Saint Omer sia avvenuto, come quello di Parigi, proprio sei giorni prima di Pasqua, ossia all’inizio della Settimana Santa (nel 2018 il giorno di Pasqua cadeva il 1. aprile).

Troppe coincidenze per non sospettare che anche quest’anno vi possa essere stato un deliberato piano volto a rovinare la Settimana Santa ai cristiani francesi. Forse, come scriveva qualcuno sul sito francese «Lettre patriote » del 20 aprile scorso, gli investigatori farebbero bene a tracciare la mappa delle telefonate partite dai dintorni della cattedrale parigina fra le 17.30 e le 18.50 del giorno dell’incendio, ossia nella fascia oraria fra la chiusura del cantiere e lo scoppio dell’incendio…

Due giovani a spasso sul tetto di Notre Dame : e la sorveglianza ?

E’ proprio da escludere che qualcuno abbia potuto approfittare dei lavori in corso alla cattedrale di Parigi per arrampicarsi fin sul tetto dell’edificio sfruttando, come già a Saint Omer, sia la presenza dei ponteggi e sia le misure di sorveglianza che non devono essere state molto efficienti ? Non ne sarei così sicuro dopo aver guardato il video di due giovani dall’aria molto simpatica e di probabile origine magrebina, che nel maggio del 2018 , per gioco, si erano arrampicati lungo le pareti dell’edificio e avevano scorazzato per tutta la notte in lungo e in largo sui tetti della cattedrale prima di lasciare tranquillamente il luogo senza che nessuno si fosse accorto della loro impresa, che indubbiamente fa sorgere più di un interrogativo. Guardate il video di 6 minuti pubblicato su youtube il 10 maggio 2018 con il romantico titolo «Dormir sur Notre Dame de Paris »

Una reazione chimica che spiegherebbe l’incendio

Nel mio articolo del 18 aprile avevo pure sottolineato come fosse poco credibile e addirittura inverosimile l’ipotesi di un corto circuito. A supporto di questa tesi avevo citato il parere di due esperti, fra cui l’ex-architetto-capo di Notre Dame, Benjamin Mouton, secondo cui il legno di quercia della carpenteria, vecchio di 800 anni, era talmente resistente che sarebbe occorsa una “grossa fonte di calore” ( e non un semplice corto circuito) per dare avvio a un sinistro di simili proporzioni.

Stando a una spiegazione riportata il 19 aprile sul sito francese Riposte laique da qualcuno che affermava di aver trascorso 10 anni sui libri di chimica e di fisica, per provocare una reazione chimica in grado di sviluppare in qualche secondo un calore intensissimo di circa 2200 gradi che brucerebbe qualsiasi materiale basterebbe creare una miscela pirotecnica chiamata “termite” costituita da un metallo in polvere che funge da combustibile e da un ossido metallico che funge da ossidante.

A detta dell’autore di queste considerazioni gli ingredienti necessari possono essere acquistati facilmente tramite internet, e la reazione chimica provocata dall’accensione della “termite” sprigiona un fumo giallo. Guarda caso nelle foto scattate all’inizio dell’incendio, scoppiato proprio alla base della guglia che è poi crollata, si vede un fumo di un intenso color giallo. In un commentino intitolato “complottisti scatenati” pubblicato su la Regione del 18 aprile, e che prendeva di mira i “teorici del complotto” senza però spiegare perché fosse più credibile la teoria politicamente corretta dell’”incidente”, si ironizzava su chi sosteneva che “lo stesso colore delle fiamme era la dimostrazione di un incendio doloso”. Forse che il giornalista autore di simili ironie ha una laurea in chimica ? Fino a quando non verrà dimostrata l’infondatezza scientifica della reazione chimica sopra esposta, o la sua inapplicabilità quale causa dell’incendio che in pochissimo tempo ha bruciato le resistentissime travi in legno di quercia della carpenteria di Notre Dame, questa rimane per me finora la teoria che meglio spiega quanto può essere successo. Una teoria che conduce inevitabilmente all’attentato doloso e non all’incidente.

Un esperimento per dimostrare l’infondatezza della tesi dell’incidente

Se qualcuno dovesse avere dei dubbi sulla resistenza al fuoco del legno di quercia, non ha che da guardare il video pubblicato su youtube il 19 aprile e ripreso dal sito “La Lettre patriote” del 22 aprile, nel quale si è cercato di incendiare una trave di quercia di 35 anni, lunga 5 metri e avente uno spessore di 30 centimetri. Hanno provato in vari modi, cercando di riprodurre l’incendio “accidentale” che ha distrutto il tetto di Notre Dame, ma la trave alla fine è rimasta intatta. Figuratevi dunque una trave vecchia di 800 anni e resa ancor più dura e calcificata dal tempo...

Un uomo in abito islamico sulla torre di Notre Dame al momento dell’incendio

Per concludere questa carellata di fatti e opinioni che contribuiscono a rafforzare la tesi dell’attentato, pubblico a mo’ di ciliegina sulla torta un video della durata di pochi secondi in cui si intravvede una figura apparentemente in abbigliamento islamico che cammina speditamente lungo i corridoi esterni di una delle due torri di Notre Dame . A quanto pare il video è stato diffuso all’inizio dell’incendio (sulla destra si vede del fumo) da Generazione Identitaria, che aveva twittato: “Chi è quest' uomo in abbigliamento islamico sulla cattedrale di NotreDame nel momento in cui l'incendio inizia a crescere?” .

Ho provato a contattare Generazione Identitaria (un movimento identitario italiano che si definisce politicamente indipendente) per chiedere informazioni sul video, e in particolare per sapere chi l’ha girato e quando, ma non ho ricevuto alcuna risposta, per cui lascio ai lettori il giudizio su valore da attribuire a questo filmato, che potrebbe essere una Fake news.

* Fondatore Guastafeste

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