Tribuna
02.02.2020 - 09:090

"Accusato del reato di legittima difesa: chi paga i costi?"

L'avvocato Marco Bertoli: "Mischiamo le patate con le carote: la legittima difesa è una cosa, il costo di patrocinio è un altro"

*Di Marco Bertoli

"Accusato del reato di legittima difesa: chi paga i costi?". Sconcertato ho sentito questa pubblica affermazione. Esiste confusione sul tema. Ma come? La legittima difesa non è un reato e nessuno può esserne accusato; è semmai una scriminante della quale può avvalersi chi un reato lo ha commesso davvero. Pagare le spese integrali a questi autori, non colpevoli, sia ben chiaro siccome assolti, ma che sempre autori rimangono, è forse emotivamente corretto. Ma l’emozione non ci porta lontano, anzi, nessuna norma emozionale dovrebbe albergare nei nostri codici.

Mischiamo le patate con le carote: la legittima difesa è una cosa – e nessuna norma cantonale può modificare questo principio -, il costo di patrocinio è tutt’altro.

Ciò che fondamentalmente vuole l’iniziativa che ci apprestiamo a giudicare è caricare lo Stato, ossia tutti noi, dei costi di una difesa penale: sarebbe bello e, lo dico da avvocato penalista, manna per i penalisti. Il fruitore (autore di un reato, assolto per legittima difesa) però non ne beneficerebbe comunque, ma il suo legale si. Qualsiasi cittadino, in caso di assoluzione, già oggi ha diritto al risarcimento secondo quanto stabilisce l’art. 429 del codice di procedura penale federale. Punto.

Dare un assegno in bianco al difensore di un cittadino, non al cittadino in sé, per la copertura dei suoi costi e della sua scienza è inutile, foriero di eccesso di zelo difensivo, e soprattutto incontrollabile dal profilo finanziario.

Esiste un tariffario, fors’anche discutibile, per le difese d’ufficio per cui chi non può o non vuole scegliersi un difensore di fiducia, assolto o meno che sia, non deve pagarsi l’avvocato. O meglio, ha la difesa assicurata senza dover anticipare i costi della difesa. Dato che gli avvocati non sono benefattori (come i panettieri, i meccanici, i dentisti) ovviamente qualcuno dovrà onorarli delle prestazioni fatte: in caso di assoluzione i costi li assume lo Stato, mentre in caso di condanna lo Stato li anticipa e, salvo il gratuito patrocino per i meno abbienti, ne verrà richiesto rimborso al condannato. Quindi per gli indigenti il problema non si pone. Per chi invece ha i mezzi per scegliersi un legale di fiducia, e non sempre sono migliori di quelli attribuiti dallo Stato – che sono comunque avvocati iscritti all’albo, formati e taluni pure con ampia esperienza, ovvero gli stessi -, il tema del costo è uno degli elementi per la scelta: a mio avviso il problema vero dovrebbe però sempre essere quello di uscirne indenne o con la condanna più equa possibile.

Non è difficile da capire: uno Stato di diritto quale il nostro assicura a tutti una difesa e, a dipendenza dell’esito e della situazione finanziaria, tutt’al più si riserva il diritto di pretenderne il rimborso. Ciò vale per qualsiasi reato e per qualsiasi cittadino, cui sono riconosciuti i costi per l’adeguato esercizio dei suoi diritti.

In caso di difesa obbligatoria è il giudice che stabilisce, secondo esperienza, pregresse casistiche e buon senso, quanto dispendiosa sia stata, o avrebbe dovuto essere, la prestazione del legale.

La norma che si vorrebbe adottare non aggiunge nulla a questo sistema consolidato e in vigore in tutti i Cantoni svizzeri, anzi favorirebbe taluni autori di reato rispetto ad altri che pure siano stati assolti. E’ pertanto inutile al fine di supportare i cittadini nell’esercizio dei loro diritti in caso di procedimento penale.

Inutile, sebbene mitigato da tutt’al più, è termine usato anche dagli iniziativisti, ma io aborro leggi inutili, anche se solo tutt’al più.

Non me ne abbiano i penalisti di grido: pagare integralmente i costi di patrocinio in caso di assoluzione per legittima difesa è iniquo. Non entro in merito alla costituzionalità della norma ipotizzata per rapporto alla parità di trattamento – che sarà semmai il Tribunale Federale a giudicare - ma è pacifico per tutti che, costituzionale o meno la norma rimane iniqua: assolti di serie A e assolti di serie B, ove quelli di serie A sono stati comunque autori di un reato, quelli di serie B magari nemmeno era sul luogo del delitto.

Quindi, paradossalmente, tale diritto andrebbe semmai esteso a tutte le difese: che si paghino integralmente tutti i costi di patrocinio a chiunque sia assolto, da qualsiasi reato e per qualsiasi motivo. Sperando che a nessuno venga però in mente di verificare se le ore impiegate per la difesa erano necessarie, erano giustificate per rapporto alla complessità del caso e all’esperienza, potevano essere ridotte pensando più velocemente o scrivendo gli allegati a dieci dita invece che con i due indici.

Tempo redazione del presente scritto: 25 minuti…ma si poteva fare più velocemente o, riflettendo più approfonditamente, impiegando molto più tempo.

*Avvocato 

© 2020 , All rights reserved