Tribuna
01.04.2020 - 15:320

"Sperare nel bel tempo dopo la tempesta può non bastare…"

Il presidente di GastroTicino: "A mali estremi, estremi rimedi. Non è corretto lasciarci in balia delle onde solo perché siamo in piena burrasca"

*Di Massimo Suter

Ci avviamo lentamente al termine della terza settimana di chiusura forzata delle nostre attività per fronteggiare l’emergenza Covid-19, durante la quale il nostro Governo cantonale ha agito in modo tempestivo, prendendo decisioni difficili e impopolari, e di questo gliene siamo grati. Tre settimane nelle quali la nostra quotidianità è stata stravolta e i dubbi sul futuro personale e imprenditoriale superano di gran lunga le certezze. A fronte delle misure prese a tutela degli impiegati del settore, è altresì urgente trovare delle misure altrettanto urgenti e mirate per i datori di lavoro e le loro aziende, altrimenti vi è il rischio concreto che il salvagente si trasformi ben presto in una zavorra!  Ci ritroveremmo con i lavoratori salvati dal lavoro ridotto ma con i “padroni” strangolati, soffocati e sul lastrico al momento di dover ripartire.

Alcuni esempi? I prestiti senza interessi, gli affitti, i costi fissi oppure l’indennità di 3320 franchi per i dipendenti che sono organi societari: tutte spade di Damocle sulle nostre teste…. Il nostro settore ha sempre fatto della resilienza un suo punto di forza, ma oggi ci troviamo confrontati con molte nuvole e ombre, e la luce sembra tanto un miraggio; le soluzioni proposte sono solo un pannicello caldo, anzi mi azzardo a dire che sono peggio del problema!

I prestiti a interesse zero (pare però che dal secondo anno verranno richiesti interessi…) rimborsabili entro 60 mesi, sono di sicuro una boccata d’ossigeno, ma anche l’ossigeno può essere tossico in alcune particolari situazioni… e la tossicità è celata nell’esclusivo utilizzo di esso per correnti necessità di liquidità; saranno pertanto vietati prima del rimborso totale tutti i nuovi investimenti, la distribuzione di dividendi o la concessione di crediti attivi. In soldoni, il rischio è di avere un effetto pernicioso nostro malgrado, con aziende che qualora necessitassero di rinnovamenti urgenti per restare concorrenziali sul mercato, sarebbero impossibilitate nel farli dal suddetto vincolo! Inconcepibile e assurdo!

Dopo quella del personale l’altra voce a bilancio che desta preoccupazione è l’affitto, voce che alla luce dei fatti (impossibilità di poter esercitare l’attività economica per cui ho locato l’ente) dovrebbe essere azzerata e ridistribuita tra Cantone-proprietari e in minima parte locatario, in pieno spirito solidale.

Scatena idiosincrasia invece, il compromesso di 3’320 franchi mensili per gli oltre 30'000 dipendenti che sono organi societari in Ticino (di cui 2'000 solo nella gastronomia) che, a fronte di decenni di contributi versati, avrebbero diritto a rimborsi maggiori rispetto all’elemosina proposta…. qualora si potessero rivolgere al URC. Senza dimenticare che solo il 20% degli indipendenti che sottostanno alla IPG (Indennità di perdita di guadagno) avranno diritto a un rimborso, mentre per il restante 80% resterà con un pugno di mosche! Ci aspettiamo che il Cantone interagisca con Berna e la SECO (Segreteria di Stato dell’economia) per eliminare questa ingiustizia sprezzante nei confronti di chi crea posti di lavoro e oltretutto finanzia paradossalmente il 20% dei contributi degli impiegati non coperti dal ILR, mentre lo sarebbero in caso di ID. Ma in pieno spirito sociale la ristorazione esclude il ricorso alla disoccupazione quale misura di contenimento dei costi di gestione.

A mali estremi devono corrispondere estremi rimedi, il nostro paese ha la forza per poter fronteggiare e scongiurare una devastante recessione che si prospetta all’orizzonte, sostenendo in modo concreto e deciso anche chi dirige le aziende. In periodi di bel tempo il mondo economico ha risposto presente riversando ingenti somme degli utili realizzati a Comuni-Cantone e Confederazione: ora non è corretto lasciarci in balia delle onde solo perché siamo in piena burrasca....

* presidente GastroTicino e vicepresidente GastroSuisse

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