SPORT
L'errore è stato la riconoscenza? «Dovevamo intervenire prima. Shedden ha messo troppa pressione»
Mantegazza fa autocritica. «A settembre Shedden aveva detto di non conoscere Zacrkisson, un errore non far niente. Curcio si era preso troppe responsabilità» Ora tocca a Ireland. E il ds...
LUGANO - Ribaltone a Lugano: l'andamento alquanto altalenante della squadra di hockey, che fuori casa ha raccolto solo tre vittorie, e che, anziché trovarsi nelle parti alte della classifica, naviga pericolosamente vicino alla zona playout, ha fatto sì che la società decidesse di cambiare guida tecnica. Esonerato Doug Shedden, colui che l'anno scorso aveva portato i bianconeri a un entusiasmante secondo posto. Con lui via il suo secondo Curcio, al loro posto Greg Ireland (come traghettatore), già tecnico dei bianconeri nei playout del 2010/11, assieme a Jussi Silander (attuale assistent coach dei Rockets).Le parole di Vicky Mantegazza e di Roland Habisreutinger sono dure, verso Shedden e verso sé stessi. In primis, è stato chiarito durante una conferenza stampa che il tecnico non sarebbe stato confermato per la prossima stagione. Lui stesso, non sapendo forse più cosa fare, se l'era presa con i giocatori, che a suo avviso non lotterebbero abbastanza, mentre all'interno dello spogliatoio il clima non sarebbe dei migliori. Dopo l'ottima annata passata, il club si era posto degli obiettivi: «uno stile di gioco offensivo che parta da una difesa solida, lo sviluppo quotidiano dei giovani e l'impegno a farli crescere dando loro la fiducia necessaria, il fatto di avere quattro linee di giocatori con un ruolo ben definito», ha spiegato il presidente. Soprattutto sul primo, non si può dire che siano stati raggiunti. Il secondo posto dello scorso anno ha forse però fatto vedere tutto sotto una luce dorata, tanto da ignorare qualche campanello d'allarme. Come quando Shedden, in merito al mercato, disse di non conoscere Zackrisson. «Gli stranieri sono stati scelti assieme da società, dirigenza e staff tecnico, sarei dovuta intervenire quando Shedden in settembre ha rilasciato quella dichiarazione», ha ammesso Mantegazza. Zackrisson, si potrebbe aggiungere, sta decisamente rendendo meno di quanto ci si attendeva. E al tecnico è stata rinnovata la fiducia come «atto dovuto», così dice il presidente, anche poco dopo Natale. Ma in fondo nello sport ogni anno è a sé, e la riconoscenza non sempre porta frutti.A Doug Shedden poi si rimprovera di aver caricato eccessivamente di pressioni la squadra. «Il suo atteggiamento è stato sbagliato. Dichiarando di puntare alla vittoria delle quattro competizioni (Champions League, campionato, Coppa Svizzera e Coppa Spengler, ndr) ha messo troppa pressione sulla squadra», anche se bisogna ricordare come puntare in alto fosse l'obiettivo della società. D'altronde, per il Lugano è quasi un obbligo.Ha pagato anche Pat Curcio, l'assistente di Shedden, perché secondo Mantegazza «negli ultimi tempi si era preso troppe responsabilità e questo ha cambiato gli equilibri nello spogliatoio». Perché, dunque, Ireland? «Non volevamo regalare nessun contratto per il futuro prima di vedere come andranno le cose. Lo riconfermeremo se saprà convincerci», ha detto dal canto suo Habisreutinger, definendo il nuovo tecnico come «un formatore che sa anche gestire i leader del gruppo».In diversi chiedevano la testa dello stesso direttore sportivo, ma Vicky Mantegazza lo difende, «so quanto lavora per la società».«Io faccio sempre autocritica, ma non davanti alle telecamere. Non è nel mio stile», ha aggiunto il canadese, ammettendo poi che probabilmente la sua lunga assenza (un congedo poco prima dell'inizio della stagione) ha penalizzato la squadra.Ireland avrà pochissime ore (domani si gioca) per fare suo il Lugano, per motivare la squadra dopo lo scossone. E comincerà il suo nuovo campionato: poche partite prima (ci si augura) dei playoff. Poi, chissà.
Potrebbe interessarti anche

SPORT

Lugano, si prospetta un braccio di ferro? L'Ambrì e quell'asticella forse troppo alta

SPORT

Le previsioni di Angelo Chiello. "Lugano, sarà dura ma se ritrovi Brunner puoi farcela. L'Ambrì stavolta rischia"

SPORT

I "miracoli" di Zanatta. «A D'Agostini ho parlato della sua parte italiana. Tifoseria eccezionale»

SPORT

Näser, fiducia e prudenza. «È presto per parlare di titolo, ma siamo ancor più equilibrati dell'anno scorso »

SPORT

Doug Shedden, «Lugano, ti guarirò così»

SPORT

Rockets, il giorno dopo l'impresa. «È un punto di partenza, vogliamo regalare altre emozioni»

In Vetrina

IN VETRINA

Tra imitazione e autenticità: perché la pietra naturale continua ad affascinare

09 LUGLIO 2026
IN VETRINA

Gehri, la piscina come stanza all’aperto

07 LUGLIO 2026
IN VETRINA

A San Bernardino gastronomia... sotto le stelle. Torna la rassegna Alpine Gourmet

02 LUGLIO 2026
IN VETRINA

Trova le differenze: FLP lancia una campagna sul rispetto a bordo

24 GIUGNO 2026
IN VETRINA

OCST-Docenti alza la voce: “Servono investimenti e rispetto”

22 GIUGNO 2026
IN VETRINA

La Fontana nel calice: territorio, storie, accoglienza

08 GIUGNO 2026