Cronaca
26.09.2017 - 18:030
Aggiornamento : 21.06.2018 - 14:17

Repetita iuvant... no, secant! Dal latino alla civica, ecco un'altra docente che parla di "populismo becero e ignorante". DECS, che fai?

Secondo caso in due giorni, dopo quello del professore di Barbengo tocca a una docente della SPAI di Trevano. Robbiani interroga il Consiglio di Stato, "intendete sanzionare anche lei?" E chiede anche quali sono i limiti entro cui i docenti possono esprimersi sui social: ormai, un problema

1 anno fa Cominciamo bene! Un docente paragona il voto sulla civica al nazismo, poi fa marcia indietro, "il suo insegnamento è un punto importante del nostro sistema scolastico"
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BELLINZONA – Un’altra docente, un’altra polemica dopo il voto sulla civica. I toni non sono, per fortuna, quelli usati da Maurizio Cimarosti, che, ricordiamolo, aveva paragonato il risultato delle urne a un prodotto nazista ma è bastato per far sì che Massimiliano Robbiani inoltrasse un’interrogazione al Governo.

Due casi in due giorni, insomma, potrebbero complicare il lavoro del DECS.

Questa volta, a farsi notare, sempre, manco a dirlo, su Facebook, una professoressa della SPAI di Trevano, aveva scritto: “Ticino vergognoso sulla civica: ancora una volta il populismo becero e ignorante ha trionfato a discapito di una vera educazione alla cittadinanza!”. La donna ha detto la sua anche sull’AVS, definendo la “Svizzera vergognosa pure sull’AVS… e cosi si rinforzano le assicurazioni private e chi può pagare avrà una vecchia serena, per gli altri sono c---i amari”.

Al di là della solita domanda su quanto sia opportuno che un docente si esprima pubblicamente, il secondo tema in fondo importa meno nel discorso.

“È il secondo caso dopo quello del docente di Barbengo, non trova di meglio da fare che di offendere i cittadini ticinesi che lo scorso 24 settembre hanno votato SI alla civica. Se questa è l’educazione e l’istruzione che devono ricevere i nostri figli da alcuni docenti delle nostre scuole, andiamo proprio bene. Queste prese di posizioni vergognose, quasi certamente, non promettono bene, per un buon insegnamento della civica, come deciso e voluto dal popolo", scrive Robbiani.

Dunque, chiede:

“1. Cosa intende fare il Dipartimento di Bertoli nell’immediato, dopo questo secondo caso di “offesa alla democrazia” da parte di una docente?

2. Esistono delle direttive chiare in merito di come un docente può e deve usare i social network?

3. Anche per questo secondo caso, dopo quello di Barbengo, il DECS intende sanzionare la docente della Spai di Trevano?”.

Per quanto concerne il caso civica, interessante sarà la risposta al terzo quesito, dopo che contro il docente di Barbengo è stata aperta un’inchiesta, ma anche quella al secondo potrà aprire nuovi scenari, e finalmente chiarire i contorni entro i quali i docenti si possono muovere. Inutile dire, infatti, che queste prese di posizione stanno diventando un problema.
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