Cronaca
28.02.2019 - 09:000

Il DECS promuove la docente. "Le competenze sono adeguate. Non ha permessi per presentare il libro. Che è discutibile ma non censurabile"

La replica, arrivata prima ai media che a Robbiani, in quale ha protestato, cozza contro le preoccupazioni espresse anche dagli allievi di Mendrisio, dopo quelli di Morbio

BELLINZONA – Per il DECS, tutto apposto. E poco importa se anche a Mendrisio i ragazzi si erano lamentati. La docente di tedesco, co-autrice del libro Noi, va bene ed è competente.

Dopo la lettera degli alunni, era arrivata quella di quelli di Mendrisio. Lamentavano commenti sprezzanti verso gli allievi del corso base (come nel caso precedente) ed anche di colleghi, lezioni terminate in anticipo solo per volontà della professoressa, di argomenti trovati nelle verifiche e mai trattati in classe.

E il DECS? Ha replicato all’interpellanza di Robbiani, peraltro suscitando una polemica perché le risposte sono arrivate prima ai media che al deputato interessato, il quale in merito ha inviato un nuovo atto parlamentare. 

“Su alcuni aspetti di dettaglio la docente è stata richiamata, ma nulla di quanto è stato riscontrato permette di dire che l’insegnante non sia adeguata o che le classi siano in ritardo sul programma”, si legge.

Viene spiegato come vi siano stati dei regolari controlli, con esperti che hanno assistito alle lezioni. Anche lì, tutto in regola: “Le verifiche vertevano sulla dimestichezza nell’uso della lingua tedesca e sul corretto impiego di un linguaggio accessibile a tutti gli alunni, sull‘interazione con gli allievi, sul coinvolgimento degli allievi nel lavoro in classe, sulla conoscenza del referente disciplinare e dei libri di testo in uso, sulla programmazione e l’adeguatezza del percorso didattico”.

La donna non ha permessi per assentarsi per presentare il suo libro. E se il contenuto ha scatenato malumori, non tocca al DECS occuparsene. “L’opinione espressa dagli autori è e rimane del tutto discutibile, ma in un Paese libero essa non può essere censurata semplicemente perché non condivisa. Se qualcuno ritiene di essere stato offeso dal libro deve fare valere personalmente questa rimostranza in sede civile o penale contro i suoi autori, senza implicare l’autorità amministrativa che su questo punto non ha nessuna competenza”, prosegue la risposta.

Non è stata vista di buon occhio la richiesta di un licenziamento espressa via media. La docente viene dunque promossa. Gli allievi non ne saranno contenti, si presume.

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