CRONACA
Il circo Orfei al contrattacco. "Pressioni da parte di una società circense? Noi abbiamo provato a avere le autorizzazioni..."
Il responsabile del circo racconta la sua versione: "Tutto andava bene sino a settimana scorsa quando ci hanno detto di collaudare la struttura in Svizzera. Poi ecco cosa è successo. Intanto non abbiamo un posto dove stare"
CRONACA

Non ci sono le autorizzazioni, stop agli spettacoli circensi

09 MAGGIO 2019
CRONACA

Non ci sono le autorizzazioni, stop agli spettacoli circensi

09 MAGGIO 2019

LUGANO – Pressioni da una società circense della Svizzera Interna, indicazioni date e poi cambiate, impossibilità di eseguire un collaudo come richiesto. E 70 famiglie senza un rifugio. “Siamo disperati” confessa il promotore del circo Orfei Davide Trentini.

Ieri infatti è giunta la notizia che la Polizia ha intimato lo stop degli spettacoli: dovevano esibirsi a Lugano, poi nei prossimi giorni a Locarno, Faido, Biasca e Bellinzona. Mancherebbero le autorizzazioni necessarie riguardanti la sicurezza.

Ma secondo Trentini, interpellato dal Corriere del Ticino, in realtà loro ci hanno provato. “Quando abbiamo deciso di venire a lavorare in Svizzera ci siamo informati sulle procedure presso tutti i Comuni interessati. Abbiamo presentato loro il nostro libro tecnico e il certificato di collaudo italiano. Per i Comuni, i pompieri e la Polizia andava bene, almeno fino a settimana scorsa, quando il Cantone ci ha contattato e ci ha detto che l’unico modo per avere l’autorizzazione a esercitare era di far collaudare la struttura in Svizzera. Ci hanno indirizzati a una ditta di Wallisellen. Quando siamo arrivati lì abbiamo però scoperto che era chiusa da due anni. Alternative non ce n’erano, così il Cantone ci ha detto di fare il collaudo in Germania, cosa di per sé assurda dato che a quel punto anche il collaudo italiano poteva andare bene. Abbiamo comunque contattato delle ditte, che ci hanno detto che ci volevano tre mesi. È un cane che si morde la coda, e intanto ci hanno imposto il blocco”, è il suo racconto.

E sospetta di pressioni, “in Svizzera c’è una sorta di monopolio”. 

“Siamo letteralmente in mezzo a una strada perché non abbiamo un ricovero invernale, essendo in tour tutto l’anno. Siamo 70 famiglie, con bambini piccoli e animali, e non sappiamo come muoverci”, il suo grido d’allarme.

Potrebbe interessarti anche

CRONACA

La Svizzera abbatte i mille casi. Un quinto in Ticino: nel nostro Cantone siamo a 215

CRONACA

Coronavirus: crescono a dismisura i casi in Ticino. Quasi 500 i contagiati in tutta la Svizzera. Il nostro il Cantone più colpito

CRONACA

Da settembre a marzo più furti con scasso. In Svizzera sono diminuiti, in Ticino aumentati

CRONACA

La mafia c'è anche da noi. Quanto è grave da 1 a 10? Almeno 5... Gobbi, Vitta, intervenire. Dai bar alle lavanderie (di denaro), dal mattone alle società bucalettere

TRIBUNA LIBERA

Ferrara e la violenza sulle donne: "In Svizzera siamo messi peggio di Paesi che consideriamo meno sviluppati e prosperi"

TRIBUNA LIBERA

Una riforma fiscale necessaria e vantaggiosa per le PMI ticinesi

In Vetrina

IN VETRINA

GastroTicino, sette nuovi dirigenti della ristorazione

18 DICEMBRE 2025
IN VETRINA

Linea 5, in servizio i primi bus articolati elettrici: “Un passo decisivo per la mobilità del Luganese”

14 DICEMBRE 2025
IN VETRINA

Gehri Rivestimenti e l'innovazione: dagli stili contemporanei al progetto di originalità

12 DICEMBRE 2025
IN VETRINA

Quarant’anni di sommelier ticinesi, un brindisi a Piero Tenca

27 NOVEMBRE 2025
IN VETRINA

Hotel Belvedere Locarno, emozioni da regalare tutto l’anno

25 NOVEMBRE 2025
IN VETRINA

Bazzi e Valsecchi, l'unione di due marchi storici per il futuro dell'abitare

21 NOVEMBRE 2025